Cocoa Uno o Due?

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Cocoa non e’ soltanto il nome attribuito per la programmazione nativa in Mac OS X ma, se ben ricordate, anche una rivoluzionaria tecnologia di oltre quattro anni fa che alcuni tentano, solo ora, di imitare.

Tra i tanti esperimenti di Apple, un’azienda che innova il settore dell’Information Technology coi fatti e non con parole, proprio ora sarebbe utile ricordare che piu’ di quattro anni fa a Cupertino si porto’ avanti il primo dei due progetti Cocoa (che niente hanno in comune, se non il solo nome).
Sappiamo gia’ che Cocoa e’ tornato alle cronache recentemente ma come uno dei componenti dell’architettura del nascente Mac OS X: Cocoa saranno le applicazioni scritte appositamente per il “decimo” sistema operativo del Mac; Carbon saranno quelle applicazioni parzialmente riscritte per poter funzionare ed usufruire di alcune potenzialita’ di Mac OS X e Classic sono le applicazioni che gia’ adesso esistono per Mac OS 9 e che potranno funzionare in Mac OS X in emulazione (chiamata in fase di sviluppo “blue box”).
Durante la Worldwide Developers Conference del 1996 (e ufficializzato all’Internet World dello stesso anno), cioe’ ai tempi del dominio di Netscape come browser (e, di conseguenza, di invidia blu devastante nei laboratori Microsoft che avevano appena preso in mano un debolissimo browser che era solo l’ombra dell’attuale Internet Explorer), l’Advanced Technology Group di Apple presento’ Cocoa, un plug-in per Netscape (anche in versione Win95) che, secondo gli intenti, doveva essere il punto di riferimento per la navigazione in Internet da parte dei ragazzi di circa 10 anni. La versione finale non arrivo’ mai (quelle developer si susseguirono fino al 1998).
Per spiegare come funzionava tentiamo un esempio: basterebbe immaginare di trovarsi a galleggiare all’interno di una galassia dove, davanti ai nostri occhi, si presentano, inizialmente, pochi grandi argomenti simboleggiati dai loro nomi, si sceglie l’argomento d’interesse e ci si dirige verso quella parola semplicemente puntando il mouse, man mano che ci si avvicina compaiono a satellite dell’argomento generale decine di sotto-argomenti, si sceglie quello piu’ opportuno e cosi’ via fino a raggiungere cio’ che si mirava sul web senza ricorso a motori di ricerca (Sherlock era forse solo allo stato embrionale, all’epoca) o affannosi tentativi. Insomma, una tecnologia riassumibile nel concetto del “puntare e cliccare”.
Se non riuscite ancora a capire/ricordarvi Cocoa, vi suggeriamo di visitare (questa volta usando pero’ esclusivamente Internet Explorer, sigh, potere del piu’ forte!) questo sito.
Map.net e’ un neonato emulo del concetto (perche’ non di solo plug-in si trattava) che fu di Cocoa, solo che questa volta (il sito e’ sorto una settimana fa) si sfrutta la tecnologia XML (Extensible Markup Language). Si puo’ navigare visivamente (tecnologia open source, Visual Net) in Internet partendo dalla cartina del freddo continente antartico che e’ stato suddiviso in zone che rappresentano i “grandi argomenti” dai quali partire, si proseguira’ con una disposizione in 3D dei successivi sotto-argomenti (300.000 categorie finora attive e 2 milioni di link da tutti gli angoli del mondo) fino alla meta.
Map.net e’ frutto della societa’ Antarcti.ca del co-sviluppatore originario di XML, Tim Bray.