Condannato l’inventore del virus Melissa

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David Lee Smith, programmatore di Aberdeen, N.J., impiegato presso la AT&T, era stato incriminato e processato nel ’99 per aver creato e diffuso il virus autoreplicante Melissa.

Lo scorso 1 Maggio Smith è stato condannato dalla Corte Federale degli Stati Uniti a 20 mesi di reclusione ed una sanzione accessoria di 5.000 dollari oltre al il divieto di collegarsi a qualsiasi rete di computer, che sia Internet o un semplice Bancomat.

Il programmatore del NewJersey, difeso dall’avvocato Edward F. Borden Jr, aveva ammesso di essere il padre del famigerato virus già  nel 1999, collaborando nelle indagini nella speranza di una riduzione della pena.

Da allora la pubblica accusa patrocinata dall’avvocato Christopher J. Christie, ha tentato di dimostrare una relazione diretta di causa-effetto tra la creazione del virus, la sua diffusione ed un danno a allo Stato, a società  ed a privati cittadini di tutto il mondo stimato in 80 milioni di dollari.

La linea d’accusa è stata premiata da una sentenza durissima che ha preso alla sprovvista lo stesso avvocato di Smith che ha dichiarato di aver sperato nelle attenuanti generiche e nella clemenza della Corte.

La Corte Federale infatti, nella persona del Giudice Joseph A. Greenaway Jr, ha inflitto una pena esemplare in modo da creare un precedente clamoroso che funga da deterrente per qualsiasi altro programmatore malintenzionato.

Il virus Melissa, sviluppato in modo che si autoreplicasse automaticamente per infettare i PC su scala platenaria, ha creato sovraccharichi dei server talmente drammatici da far crollare interi sistemi di Uffici Pubblici ed Aziende causando notevoli disagi in tutto il pianeta.

Lo stesso Smith ha ammesso che quando per la prima volta violò volontariamente il provider americano AOL per diffondere Melissa, non si sarebbe mai aspettato un simile effetto devastante.

Il virus, sebbene scritto per autoreplicarsi in ambiente Windows tramite il client di posta elettronica Outlook, ha intasato con migliaia di Megabyte caselle di posta elettronica, mail server, routers e backbones di tutto il pianeta collegato ad Internet.
David Lee Smith uscendo dall’aula del processo, ha compostamente dichiarato alla stampa di aver imparato la lezione promettendo di rigare dritto per il resto dei suoi giorni.

[A cura di Rudy Belcastro]