Connect? Un disastro

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Connect? Buggoso, complicato da utilizzare, povero di canzoni. Il giudizio, spietato, sul servizio di vendita di musica on line di Sony è del Washington Post. Basta confrontarlo con iTunes Music Store per capire chi dei due ha un futuro e chi no.

Connect? Poche canzoni, software buggoso, complicato da utilizzare e mancante di alcune funzioni. A descrivere come un vero disastro o, meglio, “qualche cosa di imbarazzante” il negozio di musica on line di Sony è il Washington Post (richiesta registrazione) in un articolo di commento dell’esperto di tecnologia Rob Pegoraro.

Il giornalista mette sotto accusa quasi tutto del servizio, a cominciare dall’applicazione, Sonic Stage, che dovrebbe servire per scaricare le canzoni che sarebbe complesso nell’utilizzo, pieno di bug, lento peggio che se stesse cercando in un catalogo cartaceo invece che informatico, mal congegnato dal punto di vista dell’interfaccia, incapace di scrivere in formato MP3 e programmato per nascondere le canzoni in una oscura e invisibile subdirectory. Come se questo non bastasse quando si tratta di masterizzare le canzoni in CD Sonic Stage non preserva l’ordine delle playlist con il risultato che o si riordinano manualmente i dischi o si ottengono CD con le canzoni in ordine diverso da quelli che si acquistano in negozio.

Anche le condizioni di utilizzo sono complesse e, soprattutto, poco chiare. Ad esempio secondo Pegoraro è vero che si possono trasferire le canzoni su tre computer, ma le canzoni passate su un altro computer non possono essere più masterizzate. Senza contare che le canzoni di Warner non possono essere trasferite su un illimitato numero di players, come le altre canzoni, ma solo su tre. E tutto questo, secondo Pegoraro, non viene chiarito che nelle condizioni d’utilizzo, un fitto e certo poco “user friendly” documento

Infine tra le famose “500.000 canzoni” dello store mancherebbero molti brani e autori di primo piano tra cui alcuni prodotti dalla stessa Sony.

Insomma il servizio rappresenta, per ora più che altro un “fattore d’imbarazzo per l’azienda che ha dato al mondo il Walkman”, tanto più perché non è detto che le cose debbano andare per forza in questo modo. Per capire che cosa s’intende, dice Pegoraro, basta guardare iTunes Music Store. Il servizio di Apple non è perfetto mancando, secondo il giornalista, della possibilità  di caricare le canzoni su altri player che non siano iPod, ma confrontandolo con Connect si capisce che uno dei due ha un futuro mentre l’altro non ce l’ha.