Continua la saga di iPhone e Wi-Fi AT&T

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La saga dell’accesso gratuito agli hot spot At&T continua. Prima arriva, poi se ne va, poi riappare sul sito del gestore di telefonia mobile e ora sparisce di nuovo. Che sta succedendo?

La possibilità  per gli utenti iPhone di potersi collegare a uno degli oltre 17 mila punti di accesso Wi-Fi dell’operatore statunitense era e rimane un benefit tutt’altro che trascurabile. La capillarità  della rete degli hot spot AT&T, la presenza nelle diffuse caffetterie Starbucks e anche in alcune librerie Barnes & Noble, garantirebbe a tutti gli utenti iPhone americani un punto di appoggio a larga banda per sfruttare appieno le funzioni dello smartphone anche lontani da casa e aggirando i limiti dell’Edge. Questo basterebbe a giustificare il disappunto di chi, negli Usa, non capisce che sta succedendo con il servizio che arriva, se ne va, riappare sul sito e ora sparisce di nuovo.

La scoperta casuale del servizio Web-Wi-Fi gratuito tramite iPhone, l’immediata sospensione e poi ancora la conferma della sua disponibilità  tramite le pagine del sito Web di AT&T è una storia curiosa che ha catturato l’attenzione di numerosi siti internazionali dedicati al Mac e non solo. Macity ha riassunto le vicende in questo articolo.

Oggi apprendiamo che la storia non è finita con un nuovo curioso episodio: AT&T ha rimosso qualsiasi indicazione del servizio gratuito Wi-Fi dalle pagine Internet dedicate alle tariffe iPhone. Non si tratta della rimozione di una riga di testo ma della cancellazione completa di un benefit tutt’altro che trascurabile per qualsiasi utente americano.
Fino a pochi istanti prima della cancellazione, dall sito AT&T si leggeva che qualsiasi abbonamento iPhone dava il diritto all’accesso gratuito in uno dei 17 mila punti Wi-Fi disponibili in tutti gli Stati Uniti, oltre alle reti wireless gestite da AT&T presso le caffetterie Starbucks e così via farcendo il tutto con una certa enfasi.

Diverse testate giornalistiche e siti Web hanno contattato manager e portavoce AT&T per ottenere spiegazioni ottenendo solo “No comment”, tra gli altri ricordiamo IDG. In attesa di una comunicazione ufficiale che faccia chiarezza, si ha ancora l’impressione che manchi qualche tassello fondamentale della storia.