Cosa succede ai server di Poste Italiane?

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Da mercoledì scorso un grave blackout ha colpito i 14mila sportelli di Poste Italiane e anche stamattina continuano le lunghe code. La colpa? Il passaggio a un nuovo server. Tecnici italiani e statunitensi di IBM e HP al lavoro continuano a eseguire test sulla regolare efficienza e operatività dei sistemi. Per l’azienda “l’operatività degli uffici è vicina alla ripresa”.

Da mercoledì scorso un blackout ha colpito i 14mila sportelli di Poste Italiane; in questi, ancora oggi continuano le lunghe code per colpa del server centrale della sede operativa del gruppo (a Roma). Il guasto sembra essere causato dal passaggio da un vecchio software IBM a uno nuovo, anche se le cause non sono ancora del tutto chiare.  Ieri Poste Italiane ha diramato un comunicato nel quale afferma che “l’’operatività degli uffici postali è ormai prossima alla completa normalità dopo i problemi tecnici dei sistemi IBM e HP che in questi giorni hanno determinato rallentamenti nell’esecuzione delle operazioni postali e finanziarie”. Per Poste, “L’inconveniente al software dei sistemi centrali sui quali poggiano le attività degli uffici, è in via di completa risoluzione da parte dei tecnici italiani e statunitensi delle due società informatiche, che ora stanno continuando a eseguire test sulla regolare efficienza e operatività dei sistemi”.

Le associazioni dei consumatori (Adusbef, Federconsumatori, Adoc, Aduc e Codacons) sono già sul piede di guerra: hanno chiesto a Poste di attivare la procedura di conciliazione bilaterale secondo il protocollo esistente. I clienti dovranno conservare bollettini e pagamenti scaduti che non sono riusciti a effettuare, dimostrando di aver subìto un disagio. Duro il commissario dell’Agcom Gianluigi Magri, dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: “Non è accettabile il perdurare dell’incredibile disservizio che sta ancora paralizzando gran parte del sistema informatico di Poste Italiane – sostiene Magri – e non è accettabile che non vi sia una chiara disanima degli avvenimenti individuando le specifiche responsabilità. Nell’era della tecnologia e della comunicazione simili incredibili episodi minano non solo la capacità di garantire un pubblico servizio, ma anche la credibilità di chi dovrebbe garantirlo”.

[A cura di Mauro Notarianni]