Creative, com’è dura la vita contro Apple

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Creative raddoppia il fatturato ma perde il 10% dei profitti. “Colpa della guerra ingaggiata contro Apple”, dicono gli analisti. E chi investe, temendo che peggio possa ancora arrivare, vende azioni della società  di Singapore.

Costa parecchio a Creative la guerra contro Apple. La società  di Singapore, impegnata in un confronto che sta proseguendo a suon di lancio di nuovi prodotti e di pubblicità  che mira a strappare quote di mercato ad iPod, ha infatti denunciato uno slittamento dei propri profitti del 10% a causa delle spese sostenute a questo scopo.

Nel corso del trimestre di Natale, usualmente il migliore dell’€™anno nell’€™ambito dell’€™elettronica di consumo, Creative ha postato profitti di 25,5 milioni di dollari, 2,8 in meno rispetto l’€™anno precedente. Si tratterebbe dell’€™effetto causato dal calo dei margini lordi sui prodotti (essenzialmente player di musica digitale) scesi dal 35,5% al 27,7%. Il taglio a sua volta sarebbe causato dalle alte spese in pubblicità  e marketing pianificate da Creative per sostenere la propria immagine a fronte della strabordanza di Apple e iPod.

Il timore degli investitori in questo scenario è che Creative sia costretta a continuare su questa strada che porta ad un progressivo assottigliamento dei profitti, per giunta in un contesto che si presenta per il 2005 ancora più difficile. Molti analisti pensano che Crative, come Apple, non saranno più quasi soli nell’€™ambito dei player di musica digitale dove potrebbe sbarcare in forze Sony con un marchio altrettanto prestigioso quanto quello di Cupertino. A quel punto a pagare lo scotto potrebbe essere più di altri proprio Creative, che, per giunta, non avrebbe neppure più il rifugio sicuro dei player flash cui ormai guardano in molti, compresa Apple.

àˆ sulla scorta di questo sentiment, decisamente poco positivo, che nonostante un incremento del 50% del fatturato il mercato sta punendo severamente le azioni CREAF, quotate al Nasdaq. Nel momento in cui scriviamo i corsi subiscono un pesante arretramento di oltre l’€™11%.