Creative, sale il fatturato, crollano i profitti

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Creative, secondo produttore mondiale di player per musica digitale e principale concorrente di Apple, presenta risultati fiscali deludenti. Sale il profitto ma crollano gli utili. “Scelta obbligata per concorrere con Apple”, dice la società di Singapore.

Anche a Creative tocca la sorte di Apple: vendite al rialzo dei player, ondata di vendite a Wall Street. Ma al contrario di Apple, che era stata punita, pur a fronte di un aumento del fatturato e dei profitti, essenzialmente dal calo del prezzo medio dei suoi prodotti, il mix che sta suscitando grande pessimismo sul titolo CREAF appare più temibile.

Da una parte, infatti, Creative, secondo produttore mondiale di player per musica digitale, ha sì aumentato il numero di riproduttori (specie MuVo e Zen Micro) toccando i 2 milioni, ma è altrettanto vero che per fronteggiare la concorrenza di Apple la società  di Singapore ha abbattuto il costo dei prodotti in maniera molto sensibile. Il risultato è stato, da una parte, i calo dei profitti medi dal 34% al 23% del prezzo finale e dall’€™altra un vero e proprio crollo del profitto di bilancio.

I dati del trimestre, in questo senso, parlano chiaro: il fatturato è cresciuto da 201,8 milioni di dollari a 333,8 milioni di dollari, ma i profitti sono scesi da 57 a 15,9 milioni di dollari e se si escludono i profitti straordinari sugli investimenti il dato è negativo in maniera ancora più evidente: 1,1 milioni di dollari di profitto contro 8,7 milioni di un anno fa. Come dire che Creative ha guadagnato un ottavo di quello che guadagnava lo scorso anno.

‘€œLa nostra strategia – ha detto a margine della dichiarazione dei risultati fiscali Sim Wong Hoo, presidente di Creative cercando di rassicurare gli investitori – è quella di aumentare le quote di mercato. Quello appena terminato é il secondo trimestre nel corso del quale vendiamo 2 milioni di player e questo rafforza la nostra posizione come uno dei leader nel mercato esplosivo dei player di musica digitale’€

Wall Street, però, pare avere accolto con molta diffidenza e preoccupazione il trend di Creative che sta perdendo quasi il 14% al Nasdaq. Posizionati al di sotto dei 9 dollari i corsi i titoli della società  sono al minimo degli ultimi 12 mesi.