Cybersquatting sul Mac App Store, nomi applicazioni registrati fraudolentamente

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Il Mac App Store ha solo da poche ore aperto le porte agli sviluppatori, ma già c’è chi ne ha approfittato per registrare nomi (non suoi) di applicazioni già esistenti per Mac OS X o iOS. Sospetto di pratiche fraudolente con lo scopo di lucrare sulla notorietà di alcune applicazioni?

Il Mac App Store ha solo da poche ore aperto le porte agli sviluppatori, ma già c’è chi ne ha approfittato per registrare nomi (non suoi) di applicazioni già esistenti per Mac OS X o iOS. Se in alcuni casi si potrebbe giustificare la pratica con il fatto che le applicazioni pensate lo store potrebbero essere differenti da quelle già esistenti per iOS, in altri casi è in atto una vera e propria pratica fraudolenta con il solo scopo di lucrare sulla notorietà di alcune applicazioni

Tra i nomi “bloccati” troviamo ad esempio Fluid, Concentrate, RapidWeaver, LittleSnapper, Bowtie e tutti i titoli della software house Creaceed (la casa che produce Hydra, Prizmo, Morph Age e altre interessanti applicazioni).

Un problema simile è accaduto lo scorso anno sull’App Store e Apple ha dovuto modificare le disposizioni disciplinando la presenza di software “fantasma”: dopo la registrazione di un nome si hanno 90 giorni di tempo per presentare un’applicazione concedendo solo altri 30 giorni aggiuntivi in caso di necessità; trascorso tale tempo la registrazione del nome sarà annullata e il nome torna a essere utilizzabile da altri. Probabilmente Apple attua una politica simile anche sul nuovo Mac App Store, il problema per gli sviluppatori più piccoli è la mancanza di visibilità che avrebbero potuto ottenere sin dal primo giorno del lancio dello store.

 

[A cura di Mauro Notarianni]