DVD Jon ora attacca iTunes a colpi di oboe

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Un nuovo assalto ad iTunes partirà  a novembre. Guidare la carica sarà  Jon Johansen, autore di numerosi hack che sproteggono le canzoni di iTunes e l’€™inventore di Lindows, Michael Robertons. Insieme lavorano ad un progetto che potrebbe puntare al reverse engineering su vasta scala della musica di iTunes Music Store. Nome in codice: Oboe

Il prossimo attacco ad iTunes e iPod sarà  lanciato al suono di un oboe. La si potrebbe descrivere così, con un gioco di parole che prende spunto dal suo nome in codice, l’€™ultima iniziativa volta a scardinare lo strapotere di Apple nel campo della musica digitale. A lanciare l’€™attacco questa volta non sarà  la solita grande multinazionale o uno dei concorrenti storici di Cupertino, ma una start-up denominato MP3tunes che però, per i precedenti dei suoi promotori e per i personaggi che ha reclutato, deve essere tenuta d’€™occhio con attenzione.

Il proprietario della società  è, infatti, Michael Robertson, la controversa figura che alla fine degli anni ‘€˜90 contribuì il fenomeno della musica digitale con il lancio di M3.Com, un sito Internet che proponeva musica digitale e che venne poi chiuso per iniziativa delle case discografiche e ‘€œOboe’€ un progetto, per ora segreto, che, dice Robertons, porterà  la vendita di musica su Internet nel 21° secolo. Accanto a Roberson e il nuovo rivoluzionario progetto si trova anche un’€™altra figura, altrettanto controversa, quella di Jon Lech Johansen, meglio noto come ‘€œDVD JOn’€, ovvero l’€™hacker norvegese che, ancora minorenne, scardinò il sistema di protezione dei DVD conquistandosi fama imperitura. Johansen è stato assunto da Robertson, trasferendosi negli USA per lavorare, appunto, al progetto Oboe.

Che nel mirino della (non troppo) strana coppia ci sia Apple e il suo sistema per la vendita e l’€™ascolto della musica on line non è stato ufficializzato, ma ci sono pochi dubbi che sia così.

‘€œDVD Jon’€ da tempo ormai sembra avere perso l’€™intersse per il video, dedicando la maggior parte delle sue energie a smantellare i sistemi di protezione audio (FairPlay ma anche Janus di Microsoft); Robertson, anche recentemente, non ha mai perso l’€™occasione di lanciare provocazioni all’€™indirizzo di Apple, delle sue strategie di marketing nel campo della musica e dei ‘€œsistemi chiusi’€ in genere.

Qualche indizio di quello che l’€™hacker norvegese e Robertson potrebbero preparare è probabilmente contenuto in una lunga intervista rilasciata dal fondatare di MP3.Com a C/Net ad inizio settemre. Allora l’€™imprenditore californiano, aveva rilasciato un software denominato piuttosto significativamente ‘€œBadApple’€ (mela marcia) in grado di sincronizzare le canzoni acquistare su iTunes con tutti i player. In quel contesto Robertson spiegava che la sua era una ‘€œsfida contro le grandi corporation che combattono per imporre standard proprietari’€ annunciando la sua missione: ‘€œportare il mondo nell’€™altra direzione, che è quella degli standard aperti. Il voglio un mondo dove la gente può sceglire l’€™hardware che preferisce e il sistema operativo che desidera e che non si costretta a comprare la musica ogni volta che acquista un dispositivo differente. Noi non abbiamo lanciato un piccolo hack; il tentativo è quello di aprire il mondo e spingere i grandi protagonisti a creare prodotti interoperanti, che è esattamente quello che loro non vogliono fare’€

Poichè DVD Jon ultimamente ha lavorato molto proprio nel settore della sprotezione degli sistemi di DRM, creando anche un software in grado di acquistare musica da iTunes cancellando la protezione di FairPlay, è legittimo pensare che l’€™obbiettivo finale sia un sistema software, se non un vero e proprio negozio, che venderà  musica o servizi cancellando le barriere tra la musica creata con il DRM di Microsoft e quella venduta da Apple.

Se così sarà  e se, davvero, il lancio avverrà  in grande stile non è difficile prevedere una reazione dei ‘€œbig guys’€ (quelli grandi e grossi) come li definisce Robertson. La cosa non suonerebbe del tutto nuova per chi in passato ha perso una causa da 200 milioni di dollari con le case discografiche e si è trovato a faccia a faccia in tribunale con Microsoft per avere denominato il suo sistema operativo Linux come ‘€œLindows’€. ma su questo Robetson appariva già  fatalista quando parlando sempre a C/Net dichiarava: ‘€œquando ci si mette in un’€™impresa come la mia, quando si combattono battaglie contro le multimnazionali capita di andare davanti ad una corta. Ma è tempo di prendere la bandiera in mano e stare dritti e non aspettare cinque anni per arrivare al punto in cui il loro strapotere sarà  inscalfibile’€.

Per sapere come andranno le cose l’€™appuntamento è a novembre quando ‘€œOboe’€, secondo Robertson, suonerà  la prima nota. Stonata o no lo diranno i fatti e la storia.