Da Mac a Windows e ritorno – parte prima

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Marco Centofanti ci racconta in due puntate la sua esperienza di utente Mac “figliol prodigo”: come e perchè ha lasciato la piattaforma dei computer con la mela per diverso tempo per poi ritornare sui suoi passi, affascinato da un Titanium e Mac OS X.

La piattaforma Macintosh nella sua completezza (hardware e sistema operativo) deve la sua nototietà  in gran parte alla interfaccia grafica, che nel momento in cui è stata introdotta ha generato nel mondo dei Personal Computer una vera e propria rivoluzione.

La filosofia vincente di Apple è stata quella di puntare sulla semplicità  d’uso, di fatto regalando al grande pubblico la possibilità  di utilizzare un calcolatore per le attività  più disparate senza dover impiegare mesi e mesi di studio per imparare i comandi di base di ogni applicativo.

Oggi, passati quasi 20 anni da quel fatidico 1984, è vanto comune degli utenti Mac l’avere ancora la piattaforma più usabile ed ergonomica nel panorama della informatica personale, nonstante gli acerrimi nemici di casa Microsoft siano passati dall’arcaico DOS a Windows XP, passando per Windows 3.x, NT, 95, 98, ME, 2000, ogni volta riducendo il margine di arretratezza, complice anche il colpevole ritardo di Apple nel trovare un sostituto alla famiglia dei System 7, 8 e 9.

Ma oggi, nel 2002, la maggiore semplicità  del Mac sussiste ancora nonostante i software siano in gran parte gli stessi, e quindi offrano i medesimi comandi con persino la stessa disposizione, e così pure le periferiche (stampanti, scanner, Hard Disk ecc.) o si tratta solo di un trito refrain degli aficionados della Mela morsicata?

Quali sono dunque i motivi, se esistono, che permettono una esperienza d’uso più piacevole e produttiva usando Mac piuttosto che Windows?

La risposte non sono semplici.
Personalmente sono passato ai PC al tempo dell’orrido System 7.5, delle promesse su Copland che era chiaro non sarebbero mai state mantenute, dei Performa che abbandonavano la SCSI e montavano schede video da barzelletta, dei PowerPc carissimi ma che, costretti inizialmente da un System che girava in gran parte in emulazione 68×0, erano più lenti dei Quadra, eccetera.

Il passaggio mi costo’ un piccolo trauma: il primo Mac su cui avevo messo le mani era stato un LcIII, e bastava una occhiata per capire la differenza abissale tra quella piccola pizza-box e gli inguardabili scatoloni PC, per non parlare della funzionalità  ed eleganza del System 7.1 in confronto con il patetico Windows 3.1.

Il punto è che era abbastanza chiaro che Apple non stava andando da nessuna parte: da una parte sperperava valanghe di dollari in progetti commercialmente fallimentari come Copland, OpenDoc e Newton, e dall’altra tirava la cinghia sulla qualità  delle macchine.
Le macchine Windows erano inguardabili e non particolarmente stabili, ma costavano relativamente poco.
Il Performa 4400, per fare il nome di uno dei prodotti Apple abbordabili, era esteticamente simile ai PC e il System crashava più o meno come Windows95, ma costava nettamente di più, era infinitamente meno espandibile e, mentre su PC usciva nuovo software ogni giorno, il versante dei programmi per Mac stagnava.

Insomma, feci il gran tradimento. E, sorpresa, non me ne pentii.

Con il tempo la situazione di Apple è nettamente migliorata, sono state tagliate molte divisioni, si è puntato in spesso su standard invece che su soluzioni proprietarie, Jobs è tornato portando credibilità  e carisma, si è imboccata la strada dell’acquisto di un sistema operativo dall’esterno, soprattutto la anarchia interna è stata irregimentata trasformando una azienda dalla gestione ancora assai improvvisata in una vera macchina produttiva.

In questi anni ho continuato ad usare i Mac, ovviamente non con continuità  quotidiana, ma non a comperarli, e se il System 7.6 mi è parso un piccolo scippo (ricordate “elimina virtualmente gli errori di tipo 11”, recitava il comunicato stampa: da morire dal ridere), la serie 8 era un buon passo in avanti, e il 9.1 l’ho trovato davvero buono.

Il problema è che il System era davvero arrivato al capolinea: senza un vero multitasking, senza la protezione della memoria, con una gestione della memoria virtuale obsoleta e senza una vera multiutenza era davvero impossibile pensare ad ulteriori evoluzioni; alla fine si trattava sempre del buon vecchio System 7 rimaneggiato, in parte riscritto, infarcito di estensioni e pannelli di controllo e gonfiato all’estremo.

Parliamoci chiaro: Windows (NT e 2000, non certo la famiglia 95-98), acquistandi hardware di qualità  (come IBM e Dell e non usando assemblati), aveva problemi ambiamente confrontabili con quelli dei System 8 e 9 e alcuni vantaggi innegabili (memoria protetta, multitasking reale, una buona gestione delle utenze , prezzi inferiori, parco sw ecc.).

Unici svantaggi di win NT-2000-XP rispetto ai System pre-X: la complessità  di amministrazione del sistema, il pericolo virus e l’inevitabile rischio-marasma all’atto di modifiche dell’hardware.

Ma MacOs X è un altra storia, infatti il mese scorso ho comperato un Titanium usato e ne sono felicissimo.

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[A cura di Marco Centofanti]