Danni all’udito, causa contro iPod

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Negli USA parte una nuova causa contro iPod. Questa volta è accusato di produrre danni all’udito.

Altra causa per iPod. Dopo quelle sulla durata ridotta delle batterie e per i graffi facili dell’iPod nano, ne arriva una anche per i danni all’udito. A lanciarla è John Kiel Patterson un cittadino della Luisiana che si è rivolto alla corte federale di San Josè.

Secondo Patterson l’iPod è costruito in maniera tale da porre rischi all’udito. La prova sarebbe nei 115 decibel di audio prodotti dalle cuffie, un livello che danneggia l’udito “se ascoltato per più di 28 secondi al giorno”. Apple sarebbe ulteriormente colpevole perché non avvisa, con adeguati adesivi o documentazione informativa, i suoi clienti dei potenziali danni che possono subire ascoltando la musica attraverso il player. Anzi Apple inciterebbe a portare il volume al massimo con annunci pubblicitari come “crank up the tunes” (pompa al massimo la melodia) e “bring in the noise” (scatena il suono) Infine, secondo il querelante, Apple sarebbe al corrente dei possibili problemi causati da iPod, visto che ha ridotto l’emissione sonora da 115 a 100 decibel per i modelli spediti in Francia (oltre che in Europa NDR), per rispettare una legge locale.

Il querelante e i suoi avvocati chiedono che Apple ricompensi i danni prodotti e renda “sicuri” gli iPod.

Inutile dire che viene anche chiesto che la causa, da individuale, diventi collettiva così che possano aderire altri cittadini americani che pensano di avere subito conseguenze dalle specifiche dell’iPod. Inutile anche ricordare che questo tipo di querele sono solitamente incentivate (se non attivate) dagli studi legali americani che, per la particolarità  del sistema locale, traggono grandi profitti prendendo di mira difetti o manchevolezze, vere o presunte, delle grandi società , specie se, come nel caso di iPod, riescono a colpire prodotti a grandissima diffusione.