Darwin per Intel

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Darwin, il codice alla base di MacOs X, sarà  disponibile anche in versione per Intel. Lo ha annunciato con un messaggio alla BBS degli aderenti al programma di sviluppo Wilfredo Sanchez, a capo del settore che si sta occupando dell’ottimizzazione del codice. “Lo scorso mercoledì Darwin era terminato in una nuova versione interamente ricompilata – scrive Sanchez – e per la prima volta potrà  girare sia su PowerPc che Intel. E’ stato il mio obbiettivo per i mesi scorsi e ora stiamo rifinendo gli ultimi dettagli”.

La notizia ha gettato fermento tra gli sviluppatori che stanno lavorando intorno al nuovo Os e in particoalare tra le migliaia che avevano aderito al progetto Open Source di Apple. La voce che la società  non avesse ancora totalmente abbandonato l’idea di compilare una versione anche per chip PC era infatti circolata più volte ma non era mai stata confermata da Apple stessa.
E’ bene però precisare che il fatto che il codice base di MacOs X sia disponibile, presto anche pubblicamente, anche per Intel non significa che lo sarà  anche il nuovo Os di Apple. Infatti, vista la natura Open Source del progetto Darwin anche se gli sviluppatori interni alla società  non lo avessero portato per PC il passo poteva essere compiuto da chiunque.
Ma al di là  di questo, il fatto che sia stata Apple stessa a realizzare una versione per PC e dato l’inseguirsi di voci su presunti colloqui tra la società  di Cupertino e alcuni produttori di hardware non PPC, rinfocolano la speranza di qualche settore del mondo Mac (e non solo Mac) che vede di buon occhio la possibilità  che il nuovo sistema operativo possa essere reso compatibile con processori e architetture diverse da quelle Mac.
Certamente il passo sarebbe molto importante ma Jobs come fa notare The Register, dovrebbe anche essere assolutamente certo che una versione per PC non cannibalizzi le vendite di hardware da cui vengono i maggiori profitti per la Mela. Il rischio è reale e ha sempre frenato lo sviluppo di versioni di MacOs per altre piattaforme. Sciogliere il vincolo tra hardware e sistema operativo, uno dei fattori più importanti della strategia di Apple, potrebbe infatti far correre il rischio alla società  di trasformarsi in un produttore di sistemi operativi per Intel e distruggere, per ragioni di prezzo e di visibilità , la piattaforma hardware PPC mentre MacOs X si troverebbe a competere, senza alcuna rete di protezione, in un mercato dove già  esiste un colosso quasi incontrastato, Microsoft, e un rampante avversario Linux.
Ci pare davvero che non sia questa la direzione in cui sembrano voler puntare le strategie elaborate a Cupertino.