Docs, un tool per lavorare e condividere documenti Office su FaceBook

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Disponibile la prima beta pubblica di DOCS, applicazione on-line creata da un gruppo Microsoft che consente di creare documenti on-line (testi, fogli elettronici, presentazioni), condividerli con gli amici di Facebook e decidere se renderli privati (visibili solo ad alcuni utenti) o pubblici.

Future Social Experiences (FUSE) è un gruppo Microsoft che, in collaborazione con FaceBook, ha creato DOCS, applicazione che consente di lavorare su documenti on-line e in modalità collaborativa sul sito di social network. Gli utenti possono caricare documenti creati con Office 2010 e condividerli con i propri contatti Facebook. L’idea pare sia nata da uno scambio di e-mail tra Ray Ozzie, chief software developer in Microsoft e Mark Zuckerberg, il CEO di Facebook, almeno così ha dichiarato Lili Cheng, general manager dei Microsoft Labs, nel corso del Web Expo 2.0.

A gennaio Ozzie e Cheng hanno raggruppato un team di cinque persone (tre sviluppatori, un graphic designer e un project manager) e cominciato a sviluppare il primo prototipo dell’applicazione. Il progetto è quasi nella sua fase finale ed è disponibile in versione beta pubblica: gli utenti possono creare documenti on-line (testi, fogli elettronici, presentazioni), condividerli con gli amici di Facebook e decidere se renderli privati (visibili solo ad alcuni utenti) o pubblici.

L’applicazione DOCS si basa sulla piattaforma Windows Azure, il kernel di una piattaforma Microsoft, che consente di implementare un sistema operativo “on the cloud” e integrarsi con molti servizi. L’utente avvia il servizio online (su FaceBook deve inizialmente consentire l’esecuzione dell’applicazione) e può in seguito facilmente visualizzare, creare e modificare documenti direttamente dalla finestra del browser o importare file che si trovano su dischi locali. In questa fase la versione beta è disponibile solo per tester registrati: gli utenti che desiderano provare il servizio devono prima richiedere un invito e attendere l’accettazione della richiesta.

[A cura di Mauro Notarianni]