Doom su iPhone: i programmatori raccontano

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Su Internet è disponibile una intervista ai due programmatori che stanno lavorando alla conversione di Doom per iPhone. Elogio al dispositivo creato da Apple e alla facilità di sviluppo software. L’interesse di numerosi programmatori del mondo Windows e il veto di Apple di utilizzare determinate API di programmazione

Il titolo storico Doom è disponibile da tempo come software open source, così risulta completamente libero e a disposizione dei programmatori che desiderano utilizzarne il codice. I due programmatori intervistati da 9 to 5 Mac sono indicati esclusivamente con i loro soprannomi: Stepwhite e Psychochromatic.
Il porting di Doom su iPhone è iniziato tra una battuta e una scommessa: Stepwhite aveva da poco acquistato un iPhone, così l’amico programmatore lo ha sfidato a far girare il gioco su iPhone in una sola settimana, una conversione limitata al solo funzionamento, senza dover implementare alcun nuovo sistema di controllo. Più che una scommessa, una battuta di spirito. Una settimana dopo però Stepwhite è tornato con il gioco funzionante e un link alla pagine Internet dedicata al progetto: la prima versione è stata scaricata da 15 mila persone pur essendo priva di un sistema di controllo. Il progetto è andato avanti è una volta introdotto il sistema di comando, il gioco è stato scaricato da 25 mila persone.

I due programmatori sostengono che la facilità  e il breve tempo richiesto per il porting del gioco è tutto merito della piattaforma: “iPhone funziona con Mac OS X. E’ un sistema UNIX completo nella tua tasca…” in cui è disponibile l’ambiente Objective C che rende agevole lo sviluppo anche di applicazioni complesse. Molte delle API di iPhone sono identiche a quelle utiizzate per i programmi in Mac OS X, quindi non occorre re-imparare tutto da capo per chi già  conosce l’ambiente. Ancora, secondo i programmatori del gioco il rilascio della SDK per iPhone da parte di Apple ha spinto diversi sviluppatori Windows a imparare i linguaggi del mondo Mac, in particolare Objective C e Cocoa. Per queste persone, una volta familiarizzato con iPhone, risulterà  più semplice programmare anche per Mac OS X.

Meno positivo invece il giudizio sulla scelta di Apple di limitare l’accesso ad alcune API di programmazione: lo stesso Doom per iPhone sfrutta delle API indicate come private e non utilizzabili da programmatori terzi per velocizzare alcune operazioni di disegno. Perché Apple decida di promuovere Doom per Iphone e inserirlo nell’APP Store, rendendolo di fatto disponibile per tutti, i due amici sviluppatori saranno costretti a riscrivere le porzioni di codice che ora sfruttano le API “vietate”.
Il problema delle API riservate solo ad Apple comunque potrebbe limitare anche altri progetti, per lo sviluppo di programmi che richiedono un accesso più diretto al sistema operativo di iPhone.

Sempre secondo i programmatori intervistati lo sblocco di iPhone sarà  sempre utilizzato, almeno fino a quando iPhone non sarà  venduto “libero” perché rappresenta l’unico modo per evitare le costose tariffe imposte dagli operatori.
Infine un giudizio dei due su iPhone e sul futuro del dispositivo: “IPhone unisce l’immagine popolare e l’eccellenza del marchio (Apple, ndr) con il sistema operativo più potente e divertente da utilizzare disponibile per i dispositivi mobili. La possibilità  di avere l’ultima versione di iPod in grado di gestire anche tutta la fonia e Internet in un solo dispositivo, sono fattori che risulteranno molto interessanti. Ogni persona che lo prova ne vuole possedere uno, questo solo fatto, lo rende superiore rispetto a qualsiasi dispositivo Windows Mobile o agli smartphone Nokia in commercio”.

La conversione per iPhone di Doom realizzata da Stepwhite e Psychochromatic è disponibile in questa pagina Web.