Due terzi della musica digitale venduti su iTunes, Amazon al 13%

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Secondo NPD Group le vendite di musica digitale su iTunes sono cresciute del 3% nel 2010: lo store online della Mela ora detiene negli USA il 66% delle vendite totali, mentre l’inseguitore Amazon, nonostante politiche di prezzo molto aggressive, sale solo fino al 13,3%. Secondo il The Wall Street Journal in alcuni casi Amazon si accolla parte del costo degli album per cercare di attrarre gli utenti.

Negli USA due terzi di tutte le vendite di musica digitale avvengono tramite iTunes. Lo store digitale della Mela cresce del 3% nel 2010 con una quota di mercato pari al 66% mentre l’inseguitore più vicino Amazon cresce del 2% ma rimane ancorato al 13% circa del mercato. E’ questa la fotografia del mondo della musica digitale negli Stati Uniti realizzata da NPD Group e riportata dal The Wall Street Journal.

L’autorevole testata finanziaria ricorre alle proprie solide fonti all’interno del mondo della musica statunitense per offrire un report in cui il logo della Mela domina incontrastato. Anche se le percentuali e le statistiche di NDP Group riportano una proporzione 66% contro 13%, secondo gli addetti ai lavori quando si osserva più da vicino, per esempio le percentuali di vendite in una data settimana, il predominio della Mela risulta addirittura superiore nell’ordine del 90% contro il 10% riscosso da Amazon. Non solo.

Secondo gli addetti ai lavori per cercare di attrarre nuovi utenti nel proprio store musicale Amazon è persino disposta a vendere in perdita. Questo avviene per esempio con alcuni album proposti con promozioni valide solo per un giorno che permettono agli utenti di acquistare un intero album al prezzo di soli 3,99 dollari. Questo prezzo risulta particolarmente allettante se confrontato con i prezzi praticati da iTunes Store che negli USA variano da 9,99 dollari fino a 14,99 dollari, con alcune eccezioni di album in offerta proposti a meno di 8 dollari. Con un prezzo all’ingrosso di 7-8 dollari per album, Amazon si accolla la differenza per poter proporre agli utenti il prezzo di 3,99 dollari.

Dall’indagine del The Wall Street Journal emerge anche un altro dato interessante: la guerra per la musica digitale e l’interesse delle etichette è per lo più concentrato sulle vendite degli album che nel 2010 sono cresciute del 13%. ll valore deve essere confrontato con un mercato pressoché stagno per le vendite dei singoli brani, amate dagli utenti ma in grado di generare margini ridottissimi per gli operatori inoltre sostanzialmente fermo. Nel 2010 si stima la vendita di poco più di un miliardo di brani singoli in digitale, pari a solamente lo 0,3% in più rispetto al 2009.