EXPO: Cosa è successo a Parigi

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Facciamo il punto della situazione a poche ore dal termine del keynote introduttivo di Jobs e vediamo cosa è davvero mancato.

Promesse, dichiarazioni, buoni propositi, globalizzazione e parificazione dei mercati americano ed europeo, ma è andata realmente così?
Da un certo punto di vista possiamo ritenerci soddisfatti, MacOS X è da solo sufficiente a rendere importante un appuntamento come l’Apple Expo di Parigi, il sistema operativo di nuova generazione entra così in una fase di sviluppo tale che ci porterà  ad avere sulle nostre scrivanie un sistema realmente nuovo e moderno, presentarlo a Parigi è sicuramente un segnale forte da parte di Apple, ma è anche vero che non ci sarebbero state molte altre occasioni, a NewYork sarebbe stato prematuro, San Francisco era troppo distante. Discorso similare per la presentazione di iBook, serviva ad Apple una platea di una certa risonanza, Parigi era perfetta per rinnovare una gamma di portatili che iniziava a mostrare la corda. La Radeon disponibile in BTO invece è stata ripescata da NewYork, doveva fare la sua comparsa già  a Luglio, poi i fatti ben noti hanno fatto slittare la presentazione. Cosa è mancato quindi? Sono mancati annunci per il mercato europeo, sono mancate rassicurazioni e segnali che Apple guarda al nostro mercato con un interesse reale e non solo secondario, è mancato in sostanza un punto di vista europeo da parte di Apple. Ci sarebbe piaciuto sentire di accordi distributivi con catene europee, con ISP europei, una strategia ben precisa per il mercato education di casa nostra, dal quale Apple è in buona parte assente.
Probabilmente i tempi non sono ancora maturi, già  la presenza di Jobs a Parigi e l’annuncio di tante novità  hardware e software fuori dagli Stati Uniti sono un passo avanti importante, così come la disponibilità  multilingua di MacOS X, forse per qualcosa di più aderente alle nostre realtà  dovremo attendere l’Apple Expo di Parigi del prossimo anno.