EXPO: MacOs X beta, non per sempre

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La beta finalmente è stata rilasciata e come tutte le beta non è un prodotto finito. Pochi però hanno capito che, come molte beta, la versione di MacOs X in distribuzione da oggi ha una data di scadenza

MacOs X è una beta e come tutte le beta non è prodotto finito. Questo tutti lo sapevamo anche senza che Jobs lo specificasse chiaramente nel corso dell’Expo di oggi. Quello che pochi sanno, invece, è che MacOs X beta, come molte beta, ha una data di scadenza al di là  della quale non funzionerà  più.
Lo si apprende leggendo le FAQ che Apple ha distribuito proprio oggi, contestualmente all’annuncio del rilascio della versione di prova del suo sistema operativo. Alla domanda “MacOs X Beta scade?” la risposta, più che esplicita è: “MacOs Pubblic beta scadrà  il 15 di maggio”. La risposta poi continua “A quel punto il software terminerà  di funzionare e si sarà  costretti ad avere un CD d’avvio per avere acceso al contenuto dell’HD o per resettare il disco d’avvio della macchina”.
Insomma, quello che Apple ci vuole dire è che se qualcuno si facesse venire l’idea di formattare il proprio HD e usare MacOs X come disco di default deve mettersi ben in testa che a partire dal 15 di maggio sarà  anche costretto a comprarsi l’update se vorrà  tornare in possesso di quello che ha salvato. L’alternativa sarà  la riformattazione del disco stesso con la conseguente perdita di tutto il contenuto. Non è ben chiaro che cosa potrà  accadere a chi ha partizionato il disco in due settori, caricando su di uno la beta e sull’altro il MacOs classico e poi settato come disco d’avvio il primo. La macchina rifiuterà  d’avviarsi o partirà  con il secondo disco, quello con MacOs 9? Dubbi che potremo risolvere solo il 15 maggio o forse anche prima se verrà  pubblicato un TIL al proposito.
In questa sede ci limitiamo a segnalare che alcuni utenti stanno cominciando a mugugnare su questa decisione di Apple. Se infatti è vero che si tratta di una beta e se è vero che il prezzo non è quello di un system completo è anche vero che 30$, (più di 70.000 lire I.V.A. compresa) per una beta non sono esattamente quello che si può definire un prezzo “nominale”. Forse da Cupertino si poteva essere più di manica larga e lasciare che la beta continuasse a funzionare anche dopo il 15 di maggio. In fondo ben difficilmente chi è interessato al sistema operativo ben difficilmente si accontenterà  di usare un pacchetto tanto incompleto. Oppure, come seconda alternativa, il prezzo poteva essere più basso.
In ogni caso, forse, non vale neppure la pena di cavillare troppo. Qualche aspetto positivo questa decisione di Apple ce l’ha. Ad esempio possiamo essere certi che per il 15 maggio sarà  disponibile la versione definitiva di MacOs X. Al contrario prevediamo qualche problema per il customer care di Apple…