E’€™ l’€™iPod il re del trimestre

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In un bilancio da periodo di crisi, brilla la stella dell’iPod. Il lettore MP3 è ai vertici di tutte le classifiche e contribuisce in maniera sostanziale ai profitti di Cupertino. Bene anche Jaguar e i negozi retail. Preoccupazione per il settore educational.

Sono stati due gli argomenti su cui Fred Anderson, CFO di Apple, ha posto la maggiore enfasi nel corso del suo incontro con gli analisti a margine del resoconto fiscale di ieri: il successo di iPod e la strategia commerciale retail.

Il gadget di Apple, è stato confermato anche nel corso della serata di ieri, è un vero e proprio blockbuster. Il numero dei pezzi venduti fino ad oggi raggiunge i 140.000. Va bene anche la versione per Windows che ha superato le 54.000 unità  nonostante sia in vendita da poco più di un mese e nonostante Best Buy, che si sta dimostrando il principale canale di vendita per il mondo PC di iPod, abbia cominciato a distribuirlo solo dal 15 ottobre.

Anche all’€™estero il riscontro per iPod è molto significativo. In Giappone dove iPod da solo è quasi al 50% del mercato, i primi tre posti in classifica dei lettori MP3 sono tutti occupati proprio da iPod. Ricordiamo che un simile fenomeno si sta verificando anche in Europa dove, secondo alcune fonti di Apple Francia, iPod è il più venduto dei lettori MP3.

Anderson ha poi sottolineato, anche su sollecitazione degli analisti, il grande successo della catena retail. Nel corso dell’€™ultimo trimestre Apple ha aperto nove nuovi negozi e quando sarà  terminato l’€™attuale trimestre senato da nuove aperture il 32% della popolazione americana vivrà  a non più di 15 miglia da un negozio Apple.

Apple, che pensa di avere 50 negozi aperti prima del Giorno del Ringraziamento, ritiene che la presenza dei negozi negli USA, abbinata alla campagna Switch, stia fornendo un grande contributo alle vendite della piattaforma. Secondo i dati forniti da Anderson il 40% delle vendite sono operate da ex clienti PC che si ‘€œconvertono’€ al Mac. Nel corso dell’€™anno i visitatori dei negozi Apple sono stati 2,25 milioni con un fatturato che nel corso dell’€™ultimo trimestre è passato da 63 a 102 milioni di dollari. ‘€œPer ora non siamo ancora al profitto ‘€“ ha detto Anderson ‘€“ ma le perdite si sono ridotte da 6 a 3 milioni di dollari e ogni negozio fattura mediamente 12 milioni di dollari su base annua’€.

Vanno bene anche gli altri negozi retail. CompUSA ha fatto segnare un aumento dell’€™80% delle vendite rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

Tra le altre notizie positive Anderson ha messo l’€™accento anche sulle vendite di Jaguar di cui ne sono state vendute 280.000 copie. Apple si dice soddisfatta anche dei 200.000 abbonati conquistati fino ad oggi ai servizi .Mac. Nonostante sia appena il 10% degli utenti che utilizzavano iTools ha addirittura superato la cifra che era stata elaborata nel corso delle previsioni prima del lancio dell’€™iniziativa, avvenuta al Macworld di New York.

Cattive notizie, invece, arrivano dal mercato educational. Nonostante una ‘€œripresina’€ di 4 punti percentuali sul precedente trimestre, il calo anno su anno è stato del 12%. In questo settore, dove solo iBook sta facendo molto bene, Apple mostra segni di preoccupazione.

Per il prossimo trimestre, come accennato in alcuni nostri precedenti articoli, Apple è piuttosto cauta. ‘€œCon il pericolo di una guerra e con la perdurante crisi ‘€“ ha detto Anderson ‘€“ non ci sono molti motivi per essere ottimisti. Pensiamo al peggio e speriamo che le cose vadano meglio’€

Cupertino, che pensa di postare un leggero profitto e un fatturato di poco superiore a quello del trimestre concluso a fine settembre, si pone l’€™obbiettivo di ridurre le scorte di magazzino a circa 4 settimane e di aumentare il margine lordo di profitto per ciascuna macchina che nel corso del presente trimestre è sceso di quasi 4 punti percentuali.