Email rubate ad AT&T, ora indaga anche l’FBI

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La vicenda degli indirizzi email esposti a causa di un bug di sicurezza si allarga e chiama in scena anche l’FBI. L’agenzia federale vuol vederci chiaro e capire se ci sono stati reati. Il gruppo di hacker Goatse Security che ha passato l’informazione ad una testata giornalista americana si chiama fuori: «Non abbiamo fatto nulla di illegale, il nostro è stato pubblico servizio»

Nella vicenda del buco nella sicurezza di AT&T che avrebbe esposto una lunga serie di indirizzi email di utenti iPad, tra cui alcuni VIP, si complica e vede un nuovo protagonista: l’FBI. L’agenzia federale per l’investigazione di casi criminali è entrata in scena nel corso della serata di ieri, ora americana, quando un portavoce ha ufficializzato l’apertura di un caso mirato “a verificare i termini della questione che ha comportato una intrusione in un sistema informatico”.

Chi siano gli obbiettivi dell’indagine, l’FBI non lo dice (“siamo a fasi molto preliminari”, sottolinea il portavoce) ma è probabile che il punto di partenza saranno le testimonianze di AT&T e in una fase successiva saranno ascoltati i rappresentati del controverso gruppo di hackers Goatse Security che in collaborazione con Gawker Media, ha dato pubblicità al bug. Escher Auernheimer, un rappresentante di Goatse Security in una intervista al Wall Street Journal, sostiene di non essere stato interpellato dall’FBI e comunque di non avere fatto nulla di illegale: “Abbiamo solo scoperto un modo di vedere informazioni che AT&T aveva già reso pubbliche; abbiamo fatto un pubblico servizio”. Auernheimer ha anche ribadito di avere atteso che AT&T riparasse il bug prima di dare visibilità ad esso. Per quanto riguarda la pubblicazione delle informazioni su Gawker Media, editore già in rotta di collisione con Apple per la vicenda dell’iPhone smarrito al bar e acquistato dalla sua testata Gizmodo, Goatse Security sostiene che si è trattato dell’unico editore ad avere accettato di raccogliere quanto scoperto dal gruppo.

Intanto alcuni esperti, tra cui alcuni certo non troppo teneri con Apple come Charlie Miller, sottolineano come la vicenda nulla abbia a che fare con la sicurezza di iPad: “I dati custoditi nel dispositivo – dice Miller a Reuters – non sono stati compromessi né lo è stato il dispositivo stesso. Il bug è comunque molto elementare e la fuga di informazione non è seria, a mio giudizio” “Posso immaginare che questo bug – dice George Kurtz, chief technology officer di McAfee in un blog – ha avuto tutta questa evidenza perè alla fine stiamo parlando di Apple. L’attenzione intorno ai loro prodotti è incredibile. Tuttavia la realtà è che questo tipo di buco non è nuovo e capita in continuazione”

Quello che però era e resta certo è che, qualunque cosa sia capitata e come sia capitata, da tutta la vicenda chi non esce rafforzata è AT&T. L’immagine dell’operatore mobile americano è già piuttosto degradata agli occhi dei clienti Apple e una simile figuraccia sicuramente non contribuisce a migliorarla. Non migliorano sicuramente neppure le relazioni con Apple, per ora rigorosamente in silenzio, da tempo non sono più al top.