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Dopo la sconfitta di febbraio arriva una nuovo “no” alle pretese di Eolas che accusa Microsoft di avere usato suoi brevetti in Internet Explorer. Un altro sospiro di sollievo per Redmond in attesa del verdetto finale.

Un anno fa Eolas faceva causa a Microsoft chiedendo risarcimento danni per 521 milioni dollari (poi diventati 565 grazie a calcoli più precisi) oltre a mutamenti essenziali a tecnologie integrate in Internet Explorer.

Il brevetto che Eolas e la Università  della California intendevano tutelare era il # 5.838.906 del 1998.

Da allora molte carte bollate sono state compilate e il lato legale ancora non è stato completamente risolto, contemporaneamente Microsoft ha tirato in ballo l’ufficio brevetti USA chiamato in causa per dire una parola definitiva sul brevetto di Eolas, da ieri pare che questa vicenda stia per sorridere a Microsoft, piuttosto che ad Eolas.

L’ufficio brevetti USA starebbe per ufficializzare la seconda decisione sulla questione e, fonti interne agli uffici governativi, dicono che questa sarebbe contro Eolas: tutte e dieci le evidenze portate da Eolas sarebbero state rigettate dall’USPTO.

La prima decisione “office action” dell’USPTO dello scorso febbraio era stata anch’essa favorevole a Microsoft sentenziando che tali tecnologie descritte nel brevetto di Eolas erano state dimostrate essere in uso prima della registrazione dello stesso.

“Abbiamo sempre sostenuto che il brevetto di Eolas era da invalidare” è stata la dichiarazione del portavoce di Microsoft Jim Desler.

Si tratterebbe di un grande respiro di sollievo per Redmond che, in caso, contrario avrebbe dovuto fare sostanziali modifiche al proprio browser, attualmente leader assoluto del mercato, sulle piattaforma più diffuse. Restano due livelli di appello, uno al “Board of Patent Appeals and Interferences” e l’altro alla “Federal Circuit Court” degli Appelli di Washington D.C.