Ex manager Apple arrestato per tangenti è fuori su cauzione

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Paul Shin Devine, il worldwide supply manager di Apple arrestato per tangenti e la rivelazione di segreti industriali di iPhone e iPod, ha ottenere la possibilità di ritornare temporaneamente a casa in attesa del processo ma solo dopo aver vincolato la sua casa e quella della madre. L’ex manager ha accettato di pagare più di 600.000$ con denaro proveniente da conti bancari esteri, ha ricevuto 50.000 dollari da suo fratello e si è impegnato a pagare altri 313.000$ da un conto bancario coreano.

Paul Shin Devine, il worldwide supply manager di Apple arrestato per tangenti e la rivelazione di segreti industriali di iPhone e iPod, ha ottenere la possibilità di ritornare temporaneamente a casa in attesa del processo ma solo dopo aver vincolato la casa della madre. L’ex manager ha accettato di pagare più di 600.000$ con denaro proveniente da conti bancari esteri, ha ricevuto 50.000 dollari da suo fratello e si è impegnato a pagare altri 313.000$ da un conto bancario coreano. Nei giorni passati da alcuni documenti resi noti da Bloomerg era emerso che Devine si era offerto di pagare i 612.407$ di cauzione, ma tale denaro è vincolati a quanto pare su alcuni conti correnti esteri e a detta del suo avvocato la legislazione coreana impedisce il trasferimento di tale somma.

“E’ un procedimento molto lungo e forse impossibile il trasferimento di fondi dalla Corea verso gli Stati Uniti” ha detto Raphael Goldman, l’avvocato di Devine. E ancora: “La difesa sostiene che il sig. Devine dovrebbe essere rilasciato nell’attesa di esplorare le possibili modalità di trasferire i rimanenti fondi dalla Corea”.

Nell’attesa di capire se e in che modo può prelevare il denaro, il giovane ex-manager di Apple ha impegnato una sua casa di San Francisco e una casa della madre nel Maryland a garanzia del vincolo.

Devine ha fornito l’accesso a due cassette di sicurezza, condizione richiesta dal giudice insieme al blocco del passaporto del manager e della moglie. L’avvocato di Devine ha indicato la volontà del suo cliente di preservare al meglio le informazioni su segreti industriali di Apple e i due avrebbero convenuto in che modo trattare tali dati durante la contrattazione pre-processuale. Non è ancora chiaro se e in che modo tali informazioni saranno trattate nelle udienze.

A detta degli inquirenti, tra i dati che Devine forniva (a pagamento) alle aziende prima dell’entrata in produzione di alcuni prodotti, le prime proiezioni di vendita, segreti sui costi di produzione e costi di prodotti concorrenti. Un meccanismo che (fortunatamente) è andato avanti solo per un breve periodo.

[A cura di Mauro Notarianni]