FBI, le mani su uno degli hackers

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Un primo nome, o meglio, soprannome per i segugi dell’FBI che stanno indagando sugli episodi di DOS attack subiti da alcuni siti Internet ad inizio mese. Gli investigatori sospettano che il protagonista principale del caos che per qualche giorno ha terrorizzato l’america della rete sia un diciassettenne del New Hampshire, nome di battaglia “Coolio”. Il ragazzino, già  sottoposto ad interrogatorio, avrebbe ammesso di fare parte della gang che si diletta a bloccare siti Internet usando la tecnica del Denial Of Service Attack e di essere stato l’autore, grazie a centinaia di computer “Zombie”, di assalti che hanno reso inutilizzabili siti come Rsa.com e dare.com nei giorni caldi del DOS Attack alla rete, ma nega risolutamente di essere stato l’autore degli attacchi a Yahoo e Amazon. In realtà  gli inquirenti sospettano che le cose stiano diversamente e ora stanno mettendo sotto pressione il giovane hacker per scavare a fondo sulla sua attività  su Internet. Già  le accuse raccolte fino ad oggi e confermate dalle confessioni rese fanno correre il rischio a Coolio di essere incarcerato in un riformatorio e di pagare danni fino a 30 milioni, ma se sarà  processato in
New Hampshire, dove la sua età  è considerata adeguata alla reclusione in un carcere normale, Coolio rischia fino a 15 anni di prigione. In più il giovane hacker è sospettato di avere violato anche un sito del Governo lanciando minacce contro il presidente degli USA (sul cui capo e su quello delle sue stagiste sarebbero piovute bombe atomiche). Questo episodio, su cui indagano i servizi segreti, potrebbe aggravare la posizione di Coolio anche se pare che la CIA abbia intenzione di dismettere questa accusa.