Facebook vuole brevettare la parola «Face» come marchio registrato

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Facebook sta cercando di proteggere la parola “face” e l’utilizzo come prefisso in siti e marchi e potrebbe, dunque, avere da ridire anche contro la tecnologia Face Time di Apple integrata nell’iPhone?

Facebook sta cercando di proteggere la parola “face” e il suo utilizzo come prefisso in nomi di siti e marchi e potrebbe, dunque, avere da ridire anche contro la tecnologia Face Time di Apple integrata nell’iPhone. Il sito di social network avrebbe offerto, infatti, il diritto a utilizzare il nome a una società del Regno Unito denominata CIS Internet Limited e proprietaria del dominio Faceparty.com.

Con ogni probabilità, Facebook ha avuto tale intuizione intorno a novembre del 2008 quando gli avvocati dell’azienda hanno cominciato a trattare con l’ufficio marchi dell’United States Patent and Trademark Office. C’è tuttavia da tenere in considerazione che esiste una persona già titolare del marchio: Aaron Greenspan che altri non è che un ex compagno di università di Mark Zuckerberg, il quale – tra l’altro – ha più volte ha affermato di essere il vero ideatore del social network. Greenspan ha ora una sua società, la Think Computer e sviluppa un’App per il pagamento con dispositivi mobili denominata “FaceCash”.

Se Facebook riuscirà ad ottenere il marchio “Face”, l’applicazione FaceCash dovrebbe dunque cambiare nome. Il termine è talmente noto che potrebbe causare problemi non solo alla già citata Apple ma anche a centinaia di altre aziende che utilizzano il prefisso “Face” in applicazioni e dispositivi vari.

Greenspan si sta opponendo presso l’USPTO affermando di avere il diritto di utilizzare la parola “face” in altri prodotti futuri. L’ex compagno a Harvardd di Zuckerberg vuol essere sicuro che Facebook non si accaparri l’uso di tale nome ed è disposto a difendere vigorosamente il suo marchio. I tempi per depositare obiezioni concernenti un nome sono diversi da quelli previsti per il blocco di un marchio. “Face” è ad ogni modo una parola di uso comune e Facebook non la usa da sola ma sempre in combinazione a “book”, ragion per la quale alla società potrebbe essere anche impedito l’uso in esclusiva di marchi con questo termine. 

[A cura di Mauro Notarianni]