Francia contro Google: uno a zero per i libri digitali

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Storica sentenza del giudice d’Oltralpe: Google non potrà digitalizzare i libri delle biblioteche francesi. Centinaia di migliaia di euro di danni e multe quotidiane se Google non cessa l’attività di digitalizzazione dei libri contenuti nelle biblioteche francesi.

Il master plan di Google rischia di infrangersi sulle mura della linea Maginot, della Bastiglia digitale e giuridica che lo Stato francese (o perlomeno i suoi editori, complici i giudici) hanno tutta l’intenzione di erigere. Basta digitalizzazione di libri. Basta violazione del copyright. Anzi: penali e multe quotidiane, se non si smette subito.

Il giudice di Parigi ha infatti stabilito, dopo una battaglia legale durata tre anni, che Google deve smettere di digitalizzare i libri dei grandi editori francesi, coloro i quali spingono le cause legali contro Google France. E per ribadire questo concetto la corte di Parigi ha stabilito che Google dovrà  ripagare 430mila dollari di danni e interessi.

Fin da quando è stato lanciato, nell’€™ottobre 2004, il progetto Google Print, oggi conosciuto come Google Book Search, ha creato problemi legali all’€™azienda californiana. Il progetto prevede di digitalizzare i libri contenuti nelle biblioteche di tutto il mondo (oggi sono circa 10 milioni quelli già  online) con la strategia decisa dai vertici di Google di ‘€œfare prima il lavoro e poi mettere a posto la parte legale’€. Il risultato sono state le cause legali di molti editori e autori negli Stati Uniti prima e poi in Europa.

La prima coppia di cause, intentata nel 2005 da quattro grandi editori americani e da una associazione di autori contro Google, è stata unificata e conclusa con un accordo extragiudiziale che dovrà  essere ratificato a febbraio da una corte federale Usa e che prevede un rimborso di 125 milioni di dollari agli aventi diritto e una serie di limitazioni nelle modalità  di accesso ai libri online. In Europa Google aveva fatto varie concessioni alle associazioni di editori, forti anche delle pressioni esercitate soprattutto dai governi tedesco e francese, finora senza che si fosse giunti ad alcuna sentenza di tribunale.