Fuoco incrociato

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Doppia anima per i processori Dragonball, uno 68k e uno ARM. Così Motorola spera di fermare la migrazione di Palm, che come Apple lamenta la scarsa velocità dei chip che Motorola le fornisce, verso altri lidi. Basterà a convincere i produttori di Pilot a non abbandonare la società delle alette?

Un doppio “cervello”, uno compatibile con le istruzioni 68k di oggi e uno che risponde agli standard in uso da ARM, per i chip Dragonball. La società  dell’Illinois ha annunciato ieri la svolta strategica nel corso della giornata di apertura dell forum degli sviluppatori per Palm e fa seguito all’annuncio della passata settimana dell’acquisto in licenza di alcune tecnologie di ARM.
L’obbiettivo che la società  delle alette, unico fornitore oggi di tutti i dispositivi basati su PalmOs, è chiaro: convincere Palm a restare legata ai suoi processori e non passare armi e bagagli alla concorrenza rappresentata proprio da ARM.
“L’uso di due differenti “core” (la parte che cura l’elaborazione dei dati in un chip) ci consentirà  di avere più flessibilità  e possibilità  di scelta. Il core 68k manterrà  la compatibilità  con il codice attuale, il core ARM permetterà  agli sviluppatori di lavorare sulle applicazioni wireless”, ha detto Ed Valdez, del settore wireless di Motorola.
Nei mesi scorsi Palm aveva esplicitamente dichiarato di guardare con interesse ai processori ARM e di essere interessata al loro utilizzo. I chip per sistemi integrati (che erano stati usati ormai anni fa anche da Apple nei suoi Newton), sono considerevolmente più veloci dei Dragonball tanto da raggiungere in alcuni modelli i 200 MHz. Al contrario i chip di Motorola hanno un picco di 33 MHz nel modello 68VZ328, ma sono normalmente utilizzati a 20 MHz.
I primi esemplari dei nuovi Dragonball “ibridi” vedranno la luce solo a metà  del prossimo anno e potrebbero comparire in palmari destinati al mercato alla fine del 2001.