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Fusion Drive, nuovi dettagli sul funzionamento della tecnologia

di | 24/10/2012

La tecnologia Fusion Drive di Apple abbina 128GB di memoria flash veloce al disco rigido tradizionale. Il sistema sposta automaticamente e dinamicamente nella memoria flash i file più usati, migliorando la rapidità di accesso. Tra i vantaggi: tempi di avvio, lancio delle app e apertura file più veloce. Il sistema impara man mano come lavora l’utente, comprendendo quali sono i file utilizzati più spesso. Ecco alcuni nuovi dettagli.

AnandTech indica nuovi dettagli su Fusion Drive, la tecnologia di Apple che combina il disco rigido tradizionale con l’unità di memoria flash gestendo automaticamente e in modo “intelligente” i dati (ne abbiamo parlato qui). I nuovi iMac 2.9Ghz da 21.5” e tutti quelli da 27” sono configurabili in fase d’ordine con Fusion Drive da 1TB nel primo caso e da 1TB a 3TB per l’iMac da 27”. Anche i Mac Mini quad-core a 2.3Ghz sono configurabili con unità solid state da 256Gb o Fusion Drive. Il prezzo riportato sull’Apple Store per l’opzione Fusion Drive è di +250,00 euro sul costo base.

La tecnica utilizzata “raggruppa” una NAND flash da 128GB e il disco rigido, facendo in modo che il sistema veda il tutto come una singola unità. La NAND da 128GB è un’unità SSD con lo stesso form factor dell’unità che si trova all’interno dei nuovi MacBook Air e MacBook Pro Retina, sfrutta probabilmente un controller Toshiba o Samsung e il volume viene visto dal sistema sommando complessivamente le due capacità: nel caso della combinazione 128GB + 1TB, lo storage totale a disposizione sarà dunque di circa 1.1TB; nel caso della combinazione 128GB + 3TB lo spazio a disposizione sarà all’incirca 3.1TB.

Per default il sistema operativo e le applicazioni sono caricate sulla NAND flash da 128GB; il sistema si riserva sempre un buffer di 4GB come una sorta di cache in scrittura nella quale poter gestire in comodità file non eccessivamente grandi. Nella veloce memoria flash sono archiviate le app, i documenti, le foto e tutto quello utilizzato più spesso; tutto il resto è spostato nel disco rigido, in modo trasparente e senza che l’utente si accorga di nulla. La metodologia usata è sicura e i file originali non sono cancellati sino a quando la copia sulla memoria flash non è completata.

L’utente non vede nulla di quanto accade internamente e il volume “raggruppato” è visto dal sistema operativo alla stregua di una singola unità. Non è chiaro in che modo il Fusion Drive viene visto da Boot Camp ma è probabile che Apple abbia predisposto l’utility che consente di installare Windows in una partizione dedicata in modo che suddivida in partizioni solo il disco rigido.

Per quanto concerne la sicurezza, nonostante i meccanismi integrati previsti da Apple, sarà bene non sottovalutare come sempre l’importanza dei backup (le unità SSD non sono eterne ed esenti da problemi, al pari dei dischi rigidi). Time Machine è come sempre un ottimo alleato e consente di creare backup automatici. Fusion Drive rende il sistema più scattante e veloce, ma per la sicurezza sarà bene fare affidamento a questa o altre soluzioni di backup.

[A cura di Mauro Notarianni]

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