G5, Power 4 IBM, Intel a 64 Bit, quale processore nel futuro di Apple?

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Finisce l’estate e tornano a parlare le “gole profonde” su Cupertino; il vociare di questa settimana è una mezza conferma di quel che erano in molti a sospettare: nel laboratori di Apple esisterebbe una versione di MacOS X che gira su processori Intel!

Il port in questione avrebbe nome in codice Marklar e non sarebbe una riscrittura recente, molto più semplicemente Apple non avrebbe mai completamente dismesso lo sviluppo della versione Intel del suo OS, ricordiamo infatti che NeXT (il nonno di OS X) e Rhapsody (il papà ) esistevano in una versione per i processori “nemici”.
Sarebbero circa dodici i programmatori regolarmente al lavoro sulla versione alternativa di OS X, e il team ufficiale di X, quello dedicato ai PowerPC, correggerebbe costantemente la rotta per evitare incompatibilità  e problemi vari al “cross platform”.

La notizia può sembrare attendibile, proprio per il fatto che, come abbiamo detto, all’origine di X una versione Intel esisteva certamente, e Darwin, lo strato BSD Unix di OS X, è regolarmente sviluppato anche per i processori x86.
A questo proposito, ricordiamo una intervista a Jordan Hubbard, il programmatore che a lungo è stato a capo dello sviluppo di FreeBSD e ora lavora in Apple, il quale sosteneva che il continuare a sviluppare Darwin in maniera multipiattaforma aiuta a tenere “pulito” il codice e facilita la scoperta di bug.

Riassumiamo la situazione:
– i processori di Motorola continuano a non soddisfare Apple tanto da dover raddoppiare la loro presenza sugli ultimi PowerMac G4 per compensare la mancata crescita in mhz, e le previsioni per i prossimi mesi non chiariscono quale sarà  il reale progresso.
– a domanda sui problemi relativi ai processori PPC, Jobs ha recentemente esternato che, alla fine della transizione verso OS X (cioè entro la prima metà  del 2003), Apple avrà  delle opportunità  (lasciando spazio alle piu’ disparate interpretazioni)
– IBM in ottobre presenterà  un nuovo processore desktop, una versione modificata del suo Power4, e si vocifera che proprio questa potrebbe essere l’alternativa scelta da Apple, anche perché c’è chi sostiene che Apple e IBM stiano collaborando in qualche modo per dotare questi chip del set di istruzioni Altivec, che caratterizza i G4, e che è proprietà  di Motorola
– la alimentazione dei PowerMac presentati da pochi giorni a molti è sembrata eccessiva per le reali esigenze dei G4, e un pdf “trafugato”, che era circolato in rete nelle settimane precedenti la presentazione e che descriveva perfettamente la architettura dei nuovi PowerMac, recava la dicitura “G5”.

Le possibili conclusioni sono che Apple abbia già  progettato la “casa” per i nuovi G5 e che abbia preferito andare sul sicuro e commercializzare le attuali versioni biprocessore in attesa della presentazione, nei primi mesi del 2003 del sospirato successore dei G4 Motorola.
C’è però chi sostiene che il G5 sia stato cancellato, anche se in effetti continua a comparire nella (molto generica, per la verità ) roadmap di Motorola. In questo caso sarebbe probabile vedere prima della prossima estate gli IBM Power4 su un computer Apple una volta risolti i problemi di elevato consumo della tecnologia di Big Blue.

Come potete notare, si continua a ritenere improbabile un passaggio verso la famiglia degli x86 (occorrerebbe una notevole revisione di tutta la architettura hardware di Apple e si forzerebbero gli sviluppatori a riscrivere i driver e a gettare a mare tutto il codice Carbon), quindi si immagina che Marklar esista in effetti come “aiuto” allo sviluppo, e poi come paracadute, pronto per una possibile emergenza (ad esempio nel caso che Motorola decidess di dismettere la fabbricazione dei processori desktop per dedicarsi ai sistemi embedded, quelli in cui effettivamente guadagna, e i processori di IBM per qualche motivo non siano adatti ad Apple)
E’ anche possibile che le recenti fughe di notizie siano uno strumento per sferzare Motorola…

Naturalmente, se Apple decidesse di “switchare” agli x86, riteniamo lo farebbe comunque rendendo in qualche modo proprietario l’hardware e certamente non supportando la pletora di sistemi e sottosistemi che caratterizza i PC.
Altrettanto probabile che coglierebbe l’occasione per effettuare il passaggio ai 64 bit, anticipando dunque il mondo wintel, scegliendo o l’Opteron di AMD o l’Itanum di Intel.

Per finire, una nota di colore: forse non tutti sanno che Apple lo “switch” stava per farlo nel 1993, quando con il progetto Star Trek, in collaborazione con Novell e Intel, in soli tre mesi e con una manciata di programmatori, era riuscita a far bootare un prototipo di System 7 su una macchina Intel.
Il progetto, che sfortunatamente si sovrapponeva temporalmente al delicato passaggio dai processori Motorola 680×0 ai PPC, fu poi vittima di tagli di budget, di rivalità  interne ad Apple e del disinteresse dei produttori di PC .
E’ leggenda che, saputa la notizia, Gates avrebbe sostenuto che l’idea del MacOS su un PC era come voler mettere il rossetto ad una gallina…
[A cura di Marco Centofanti]