Gates, la solidarietà  e l’India

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Bill Gates dona con la sua fondazione 100 milioni di dollari alla lotta all’AIDS in India. Ma un parallelo progetto che coinvolge Microsoft e il Governo del popoloso paese asiatico suscita qualche sospetto e qualche perplessità  sulle reale portata dell’atto di generosità 

Su The Register , una rivista online molto seria, attenta e solitamente “controcorrente”, è in questi giorni presente un dibattito spinoso riguardo le recenti donazioni della Fondazione Gates.

Questi i fatti: la fondazione Gates, un ente filantropico creato da Bill e dalla moglie Melinda, ha donato 100 milioni di dollari in dieci anni all’India per la lotta conto il virus dell’HIV.

The Register però si ribella al coro di elogi che ha accompagnato l’iniziativa benefica del padrone del colosso informatico più potente del mondo, ricordando le altre donazioni di Gates all’India, in particolare una assistenza da un milione di dollari per il progetto Media Lab Asia del Governo Indiano, i 20 milioni di dollari versati in una iniziativa di e-learning “Shiksha” e un investimento da 400 milioni di dollari nello sviluppo di capacità  e preparazione a .NET.

Ovviamente il progetto coinvolge il Governo Indiano, decine di migliaia di insegnanti e milioni di studenti, usando software Microsoft, e, altrettanto ovviamente, se MS sbanca l’India il patrimonio personale di Gates ne sarebbe accresciuto di ben più dell’investimento. Questo senza contare le detrazioni fiscali e il clamoroso ritorno di immagine ottenuto: ben cinque pezzi apologetici sul New York Times, di cui uno scritto dallo stesso Gates.

E’ altrettanto vero, e molti lettori di The Register lo fanno notare, che criticare è facile, e quei 100 milioncini di dollari Gates poteva spenderli per rifare l’arredamento del salotto…
[A cura di Marco Centofanti]