Gates, riverenze romane

di |
logomacitynet696wide

Il padrone di Microsoft attirato in Europa dal World Economic Forum di Davos (Svizzera) e’ stato opzionato per un giorno dall’Italia e a Roma si sono riuniti tutti i potenti del Bel Paese ad ascoltarlo in religioso silenzio.

Non ci soffermeremo sui concetti dei massimi sistemi che hanno riempito la sala dell’Auditorium della Confindustria che a Roma, per il convegno “Cosa restera’ della New Economy”, ha visto come ospite d’onore (in mezzo a tutti i notabili italiani, piu’ o meno potenti) Bill Gates, onorato e riverito come un semidio.
Piuttosto, come nostro solito, racconteremo di temi attinenti a quanto leggete tutti i giorni nel nostro storico slogan “Mac e hi-tech news dal 1996” tralasciando di commentare vere e proprie zerbinate come “Bill Gates e’ un mito per l’immaginario collettivo […] sapere da lui cosa succedera’ a suo parere e’ un’occasione fondamentale“, frasi pronunciate da Antonio D’Amato, presidente della Confindustria.
Dubitiamo comunque che ci fosse una irrinunciabile necessita’ di apprendere dal Vate che “quello che succedera’ nei prossimi cinque anni non avra’ nulla a che vedere con quello che e’ accaduto in passato“. Forse per apprendere che “il futuro sara’ qualcosa di inimmaginabile” non era necessario scomodare William Gates III da Redmond.
Apprendiamo poi che il nostro Bill ha incontrato il Presidente della Repubblica Ciampi non perdendo l’occasione di fare un po’ di autopromo e mostrargli il prototipo del Microsoft Tablet PC spacciandolo, questa volta forse con un fondo di verità, per “il futuro” visto che per ora il Tablet PC proprio non esiste.
Gates, apprendiamo, crede, al contrario di Steve Jobs, che il PC cosi’ com’e’ non e’ ancora morto. Ci stupiremmo del contrario visto che proprio il PC -cosi’ come esso e’ oggi- fornisce a Microsoft, evitando innovazione alcuna, la gran parte dei guadagni.
Il “magnate ad orologeria” (un po’ a’ la Bill Clinton con l’attacco a Bagdad in occasione dei suoi guai con l’amata Monica) ha anche discusso, secondo fonti di stampa, col Ministro dell’Industria, di monopoli delle telecomunicazioni. Punto focale del faccia a faccia l’eliminazione di quest’ultimi (nel senso che Gates concorda). Chissa’ se il Ministro gli ha trovato le parole giuste per chiedergli cosa pensasse del megamonopolio dei sistemi operativi?
Ricordiamo che proprio alcune ore fa sono state depositate le motivazioni dell’appello (nel caso di monopolio in corso negli USA) dagli avvocati di Redmond e ci vorranno ancora mesi per arrivare alla sentenza.
L’impressione è che, ancora una volta, William Gates III da Redmond, col minimo sforzo e un po’ d’aria fritta ha raggiunto lo scopo massimo di presenziare gratis et amore sulle pagine di tutti i media dei paesi che percorre spargendo quelle che non si possono certo definire pillole di saggezza. Ha poi concluso con “non c’e’ piu’ possibilita’ di coprire e mistificare” e noi, che accettiamo sempre i consigli, speriamo di aver dato, in questa direzione, un piccolo contributo.