Gateway, il modello di Apple?

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Ieri Gateway si è aggiunta al corto elenco delle società che hanno postato profitti in linea con le previsioni. Il merito è del nostro modello di marketing, differente da quello dei concorrenti, dei nostri concorrenti. Un modello che Apple intende imitare

Finalmente un po’ di luce nel tunnel in cui pare essersi ficcato il settore hi-tech. Dopo la sfilata di società  che o da una parte avvertono gli analisti di profitti più bassi rispetto al previsto o, dall’altra, presentano bilanci in rosso, c’è chi annuncia che le crescite sono in linea con le previsioni. A rischiarare un po’ l’orizzonte dei corsi azionari che ieri sono stati in difficoltà  anche per i gravi fatti del Medio Oriente, ci ha provato Gateway.
Quello che resta uno dei principali produttori di PC degli USA ha infatti annunciando ieri i risultati fiscali per il presente trimestre ha fatto sapere che essi corrispondono alle previsioni. I guadagni si sono assestati a 152 milioni di dollari che significa un progresso di circa il 16% rispetto ai circa 113 milioni dello stesso trimestre dello scorso anno.
“I nostri successi – ha detto il CFO di Gateway John Todd – derivano dal modello essenzialmente differente da quello di altri nostri concorrenti”. La diversità  di Gateway deriva dalla produzione di prodotti differenti dai PC (ad esempio navigatori di Internet, corsi, pacchetti di assistenza) che hanno totalizzato il 50% del fatturato di questo trimestre mentre lo scorso anno raggiungevano appena il 20%. Un altro fattore che ha contribuito alla buona salute di Gateway è il suo modello di vendita che non prevede l’uso di concessionari ma solo la vendita diretta o via Internet o attraverso punti di distribuzione al pubblico gestiti in proprio.
Nei giorni scorsi proprio da Gateway è giunta la notizia che Apple sta cercando di emulare questa formula. Alcuni rappresentanti della società  di Cupertino hanno inviato a contattare il personale di Gateway per la realizzazione di una serie di negozi con marchio Apple collocati in luoghi strategici sul territorio americano. L’intenzione è quella di creare una catena di punti vendita diretti che, anche poggiando sulle strutture di Apple Store, possano arrivare più direttamente vicini al pubblico dei consumatori finali e produrre margini di profitto più alti. In precedenza si è a lungo parlato anche della possibilità  che Apple decida di entrare nel mercato dei sistemi per Internet, producendo una sorta di Internet-box. Ipotesi però smentita più volte da analisti ed esperti di Apple.