Gemelli (molto) diversi

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Non ci sono solo i player di musica digitale delle grandi case. Anche i piccoli produttori o quelli legati alle catene retail cercano di sfruttare la spinta offerta dal prodotto di Apple per vendere. E non si fanno un problema a cercare di posizionarsi proprio vicino vicino all’iPod provando ad assomigliarci, ma l’impresa non è delle più semplici.

Essere come iPod. Il sogno di molti player di musica digitale è molto diffuso e lo si capisce dagli scaffali dei grandi magazzini d’elettronica ed elettrodomestici, pieni di cloni del prodotto di Apple che ammiccano in maniera più o meno esplicita ad esso. Ma in giro sulla rete si trovano anche prodotti semiclandestini che sono ben più che ispirati ad iPod tanto da apparire quasi gemelli.

Tra i tanti segnaliamo MM42452 prodotto da una casa tedesca certo non al top della popolarità  come Micromaxx. Viene venduto quasi di soppiatto su siti anche questi non certo tra i più visitati al mondo.

Da segnare anche l’MD 95200, prodotto da Medion, una casa che però certo non ha le caratteristiche dell’assemblatore misconosciuto visto che è, grazie ad una massiccia presenza proprio nelle catene di grande distribuzione, al top delle vendite nel campo dei dispositivi da tasca (i suoi PocketPC e navigatori satellitari concorrono con i più popolari produttori del settore in termini di fatturato). L’MD 95200 sembra proprio un iPod normale, con tanto di ghiera ma la concezione è completamente diversa, visto che non ha un HD ma di fatto è un lettore di schede SD/MMC.

Insomma, solo due per di più prodotti in Europa, di una lunga generazione di possibili “copioni” dell’iPod. Tra quelli più funzionali, per di più, che almeno dal punto di vista tecnico pare che qualcosa da dire ce l’abbiano. Anche se mancano completamente l’integrazione, le potenzialità  di rendere l’esperienza dell’utente almeno paragonabile a quella degli utenti di iPod.

Il fenomeno è fortissimo, ma tra qualche anno probabilmente resteranno isolati tra gli scaffali di qualche rigattiere, sorta di archivio della memoria, di contenitore delle ipotesi più strampalate. Di copioni, insomma, come quelli che vendevano dalle pagine delle riviste di fumetti improbabili radio-trasmittenti finte o occhiali per vedere attraverso i muri.