General Motors: lavoriamo dare un futuro alle auto elettriche

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Se il futuro è elettrico, allora c’è un problema da risolvere: quello dell’eccessiva mancanza di suoni emessi dalle nuove auto in marcia, che pongono un rischio per pedoni soprattutto se con problemi di vista, e per i ciclisti. Negli Stati Uniti si cerca la soluzione: arriva l’idea della “rumorizzazione obbligatoria”.

Rischia di essere una di quelle cose talmente ovvie che ci si batte la mano sulla fronte e ci si chiede “come abbiamo fatto a non pensarci?”. Bisogna infatti darsi da fare, prima che la tecnologia prenda piede, nel fornire un suono comune alle auto elettriche. Altrimenti si rischia di avere dei seri problemi soprattutto in città .

A dirlo è la General Motors, che sta lavorando negli USA con la National Federation of the Blind (La federazione nazionale non vedenti) per dare un suono alle auto elettriche. Se questa in effetti è la tecnologia che sta diventando maggioritaria, l’effetto è quello di creare un rischio in città  per molti: le auto elettriche (e anche i motorini, se è per questo) sono infatti sorprendenti per la silenziosità  con la quale si muovono alle basse e medie velocità .

Anche le auto ibdride, a partire dalla Prius di Toyota, che utilizzano il motore elettrico alle basse velocità , rischiano di avere questo tipo di impatto negativo, anche in senso fisico, sulla sicurezza stradale per pedoni distratti, ciclisti e per pedoni con problemi di vista. Per questo la soluzione allo studio nella creazione di una nuova versione della Chevrolet Volt di General Motors prevede che ci sia un sistema di allertamento elettronico gestito dall’autista del veicolo.

Un problema simile nel centro storico di alcune città  italiane densamente gremite di turisti, come ad esempio Firenze, si è presentato quando sono stati introdotti piccoli bus elettrici da 12-20 posti. Questi apparecchi, completamente silenziosi se non per il lieve rumore di rotolamento degli pneumatici, sono stati dotati di un fastidioso sistema di allarme sonoro — un bip intermittente — che consente ai pedoni di capire che nelle strette strade del centro si muove uno di questi apparecchi.

Anche Toyota e Nissan sono al lavoro, rispettivamente per la Prius e per la futura Leaf (che verrà  introdotta l’anno prossimo) di sistemi di allertamento simili. Invece l’americana Tesla, che produce un mini-bolide elettrico su telaio Lotus, è alquanto riluttante a fare il passo. “Ai clienti della nostra supercar elettrica che costa 110mila dollari piace, oltretutto, anche il fatto che si fili a 300 chilometri all’ora senza alcun rumore, fischio o pigolio di sorta. Non vedo proprio perché dovremmo aggiungerne noi uno artificiale, oltre al rumore delle ruote che corrono e del vento che soffia”.