Google, via al libero mercato dei marchi sul motore di ricerca

di |
logomacitynet696wide

Google modifica la policy di Adwords: grazie alla Corte di Giustizia Europea, dal 14 settembre non esisterà  più brand la protection per i marchi registrati. Arriva anche in Italia la rivoluzione pubblicitaria sul motore di ricerca.

Google ha annunciato un’importante modifica nella sua policy di Adwords: a partire dal prossimo 14 settembre il motorone di ricerca abbandonerà  la famigerata “trademark protection”, meccanismo tramite il quale le aziende potevano impedire agli inserzionisti di Adwords di comprare i loro  marchi registrati. 

Per esempio oggi nessuno tranne Apple (o terze parti autorizzate da Apple) poteva acquistare fra le parole chiave di Adwords marchi come “Apple” oppure “iPod”, perché appunto protetti da Google. Tale restrizione nacque a seguito delle proteste di alcune aziende, non contente di vedere il loro marchio utilizzato dai competitor per attirare visitatori sul sito della concorrenza.

La Corte Europea ha perà  smentito tali lamentele, considerando Google semplicemente come un fornitore di servizi, e quindi in alcun modo non colpevole di alcuna violazione delle leggi che regolano l’utilizzo dei marchi. Per tale ragione anche in Italia (ed in altri Paesi) sarà  possibile acquistare parole chiave corrispondenti a “brand” o “trademark”, così come già  succede da alcuni anni in USA, Canada e UK.

Sebbene sarà  comunque possibile per le aziende segnalare casi di uso scorretto del proprio marchio, e sebbene la nuova policy di Google si sempre soggetta alle restrizioni imposte dalla legge italiana in materia di concorrenza e pubblicità , il 14 settembre segnerà  una data importante per il mercato Italiano della pubblicità  online.

Se fino ad oggi le aziende potevano sentirsi al sicuro, certe che il loro marchio sarebbe sempre stato a loro appannaggio, dal prossimo mese tali certezze crolleranno. Tutti potranno acquistare la parola chiave keyword “Apple”, strutturando così campagne pubblicitarie per spingere il proprio prodotto sfruttando il nome della Mela.

[A cura di Giordano Araldi]