Google Trends rileva le ricerche più calde della Rete

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L’interessante servizio di monitoraggio dei trend offerto da Google si arricchisce della sezione “hot”. Niente a che vedere con contenuti a luci rosse, ma semplicemente le ricerche più digitate tramite il search engine di Mountain View. Google continua la sua penetrazione fra le maglie del World Wide Web.

Già  de tempo Google ospita nei suoi Labs l’interessante servizio Google Trends, uno strumento che consente di ricavare statistiche e grafici relativi alle parole ricercate con il motore di ricerca di Mountain View, a partire dagli ultimi 3 anni.

Basta, ad esempio, cercare ‘iPhone’ per notare quanto le ricerche sul telefonino Apple abbiano avuto un picco nel gennaio dell’anno in corso, in relazione alla sua presentazione.

Sono segnalate anche le notizie più rilevanti sull’argomento ricercato, in connessione cronologica al grafico visualizzato. Funzionalità  che si avvicinano a quelle dell’ottimo Google Finance.
Con i grafici possono anche tracciarsi ricerche comparative, e scegliere la regione geografica.

Oggi Google Trends si arricchisce degli “Hot Trends” presentati nella home page del servizio, arricchimento mutuato da Zeitgeist, anch’esso di Google. Lo scopo di Hot Trends? Monitorare quotidianamente l’interesse e le ricerche degli internauti, i loro movimenti riguardo agli argomenti ogni giorno sulla cresta dell’onda e sulle “dita” di tutti.

Vengono così segnalati i 100 argomenti più ricercati della giornata, implementando ricerche correlate, notizie, siti e blog sugli argomenti, ed escludendo le ricerche di termini inappropriati, ingiuriosi o ridondanti.

Un servizio che mira sì alla completezza e al monitoraggio della rete, ma che ben si sposa con le volontà  di espansionismo pubblicitario della grande G. Con Google Analitycs, Google Trends potrebbe costituire una coppia di tools utili a chi desidera promuovere on-line.
Con il primo è possibile monitorare il proprio sito; con il secondo è possibile monitorare la Rete. Certo, non tutta la Rete, solo gli snodi raggiunti attraverso Google. Praticamente buona parte di essa.

Uno strumento che mira ancor di più alla comprensione dell’universo Internet e che conferma la volontà  di Mountain View di continuare nell’analisi sempre più approfondita dei comportamenti dei naviganti, partendo dall’unità  (il singolo sito) fino al tutto (l’insieme dei siti in relazione fra loro).