Google ora auto-completa le ricerche

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Quant’è utile l’auto-completamento degli URL nei browser? Ormai tutti ce l’hanno e molti degli utilizzatori ne approfittano per evitare di scrivere link lunghissimi e ripetuti. Ora anche il motore di ricerca principe lo adotta, suggerendo la parola in via di digitazione.

I Google Labs ne hanno sfornata un’altra.

Si chiama Google Suggest il servizio sperimentale di Google (che vanta, forse per troppo timore di ufficializzarli, molti servizi Beta) nato venerdì scorso e disponibile a tutti.

Google Suggest non solo suggerisce in tempo reale una lista di dieci possibili parole ricercate fin dalla digitazione nel campo di ricerca della prima lettera, anche se mai ricercate prima con Google, ma a lato di ciascun suggerimento, presente nel menu sottostante, viene anche segnalato quanti risultati ci si deve attendere dalle pagine indicizzate dal motore di ricerca (che ha appena superato le indicizzazioni di 8 miliardi di pagine web).

Per esempio provando a digitare la parola “macity” già  dopo “macit” viene suggerito, come secondo suggerimento in ordine alfabetico, proprio i risultati correlati al nostro sito. Si noti che Google conta nei propri archivi ben 432.000 pagine riferite a Macity.

Google richiede per questa funzione l’abilitazione dei cookies ma abbiamo verificato che Suggest funziona anche senza questo sistema, a volte poco gradito da chi ama una privacy molto stretta.

Abbiamo voluto verificare anche altre parole comunemente cercate su Google e non senza sorpresa abbiamo scoperto che per Steve Jobs il motore di ricerca suggerisce dopo solo quattro lettere le 14 milioni di indicizzazioni mentre per il “rivale” Bill Gates, digitando le prime tre lettere, sono archiviate “solo” poco meno della metà  delle pagine web.

Per le rispettive aziende dei due pionieri dell’informativa, invece, posizioni invertite: riferite ad Apple vi sono 88,3 milioni indicizzazioni, riferite a Microsoft ben 208 milioni.

Kevin Gibbs di Google, sviluppatore del progetto, ci informa che per creare Google Suggest (in pochi mesi) hanno dovuto spendere il 20% del loro tempo lavorativo, ovvero il massimo che Google impone agli ingegneri software per ogni singolo progetto.