Greco: “Apple ha paura del Macworld”

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La ragione per cui Apple vuole ridurre la rilevanza del Macworld? “Troppe attese e troppa pressione”, dice Charlie Greco, ex responsabile di IDG Expo.

Il Macworld è diventato troppo importante per Apple. Per questo Cupertino sta cercando di liberarsi dal suo giogo. Questo il parere di Charlie Greco, l’ex manager di IDG Expo che ha trattato e ottenuto il trasferimento (dal 2004) della rassegna estiva da New York a Boston, salvo poi essere costretto a lasciare la società  che dirigeva anche sulla scorta del rifiuto da parte di Cupertino di partecipare ad un evento che si terrà  lontano da Manhattan.

Il pensiero e qualche inedito retroscena che ha appassionato e sta continuando ad interessare il mondo Mac, del vulcanico ex presidente di IDG Expo è contenuta in un lungo articolo pubblicato dal Boston Magazine, tutto dedicato alla figura di Greco.

Il giornale, ad esempio, rivela che Greco apprese del rifiuto di Apple a partecipare ad un evento che si sarebbe tenuto a Boston solo pochi minuti prima della conferenza stampa di presentazione del trasferimento, “mentre sfilava con il sindaco e altri amministratori e notabili verso la sala dove ci sarebbe stato l’annuncio ufficiale. Greco rispose al cellulare – dice Cecily Foster, l’assistente del sindaco per gli eventi speciali – ed è parso un po’ esitante. Poi mio ha detto “non avrei dovuto rispondere a questa telefonata”” .

Il giornale racconta poi come Greco fosse stato preso totalmente di sorpresa dalla chiamata di Cupertino che, di fatto, lo metteva di fronte ad un fatto compiuto proprio quando non poteva più tornare indietro e dopo non avere avuto il purché minimo segnale di quello che si pensava alla Apple del trasferimento a Boston. Tornato in ufficio Greco si attaccò subito al telefono minacciando Apple di estromissione da San Francisco. “Noi siamo pronti a fare senza Apple – disse Greco – voi siete pronti a fare senza il Macworld?”

L’ex manager di IDG si dice sicuro che la decisione di disertare l’Expo in seguito al trasferimento da New York a Boston è solo un pretesto. “Hanno preso la palla al balzo – dice Greco – ma la vera ragione è che l’Expo è diventata tanto potente da imporre loro di programmare il rilascio dei loro prodotti in coincidenza con questo evento”.

Questa opinione di Greco viene largamente condivisa dagli osservatori e confermata anche da alcune fonti interne ad Apple. L’abitudine da parte degli utenti ma anche degli investitori ad attendersi grandi annunci nel contesto dell’Expo ha di fatto ingessato la politica commerciale di Apple, obbligandola ad accelerare o ritardare i rilasci di prodotti significativi. Questo provoca scompensi nella catena distributiva che rallenta le vendite in coincidenza con gli Expo in attesa degli annunci e altre volte resta sguarnita di macchine vendibili perchè Apple ha annunciato novità  che faticano ad arrivare nei canali in quanto non sono ancora pronte. Senza contare che, quando per le più disparate ragioni Cupertino non è in grado di dare seguito a queste attese e presenta Expo senza grandi novità  l’umore e i mercati si deprimono.

Alla scelta, che appare ormai chiara, di ridurre ad uno solo gli eventi Mac di rilievo negli USA, non sono estranei neppure i costi. Un Expo fa sborsare ad Apple diversi milioni di dollari per gli allestimenti e tutte le iniziative di contorno che moltiplicati per due sono troppi anche per un mercato fondamentale come quello americano e che potrebbero essere invece impiegati per altre iniziative di marketing.

Nonostante queste considerazioni e l’annuncio dello spostamento della WWDC del 2003 a fine giugno (solo 15 giorni prima dell’Expo di New York, l’ultimo a Manhattan) che sancisce il depauperamento dell’evento estivo, Greco si dice fiducioso sul futuro della rassegna. Persino dell’edizione 2004 che potrebbe essere, stando alla minacce di Apple, la prima senza uno stand di Cupertino. “Ci saranno – dice Greco al Boston magazine – e saranno presenti in grande stile”.

Una fiducia che al momento non tutti si sentono di condividere e che dovrebbe vacillare anche nei più fiduciosi apprendendo le indiscrezioni sulle grandi manovre in corso per dare un nuovo nome ma soprattutto una nuova identità  al Macworld di luglio.