HP entra nel cinema di animazione digitale

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L’azienda guidata da Carly Fiorina non ci sta a lasciare a Steve Jobs il dominio della scena, nella doppia veste di titolare di Pixar (film di animazione) e Apple (strumenti di editing e per la creatività ) e stringe un accordo con la Warner Bros.

Il cinema affascina milioni di persone e attrae le belle ragazze. Ma non è per questo che Carly Fiorina ha deciso di lanciare la sua HP in una nuova avventura insieme agli studi di produzione Warner Bros. Dietro c’è l’opportunità  di un mercato enorme, ma anche – forse – il gusto di prendersi una piccola rivincita.

L’uomo da battere è una delle vecchie volpi dell’informatica, Steve Jobs, che a ben guardare con il mondo dell’intrattenimento in generale e quello cinematografico in particolare ha parecchi punti di contatto. Il Ceo di Apple e Pixar, due compagnie che a diverso titolo stanno andando molto bene negli ultimi anni, ha tracciato una strada che sinora i mogul dell’informatica non erano stati in grado di seguire.

Ma la nuova HP, nata dalla fusione con Compaq, è alla ricerca di spunti per fare immagine, oltre che per aumentare il fatturato. Cosa meglio del grande schermo? Detto f2atto: accordo firmato questa settimana con Warner Bros e soprattutto con quei “cattivi ragazzi di DreamWorks, lo studio di produzione (composto anche da gente ex-Disney) che ha macinato successi di notevole portata, come ad esempio Sherk, e che sarebbe già  passato alla storia del cinema se non avesse incocciato in Pixar.

Ma le soluzioni tecnologiche di HP, spera Fiorina, dovrebbero fare la differenza. Sia per quanto riguarda la potenza di calcolo e la creatività  di DreamWorks che per quanto riguarda l’uso della tecnologia non solo nella produzioni degli effetti speciali dei film “normali”, ma anche nel mercato del restauro digitale dei vecchi classici e per la gestione della produzione in ambito televisivo.

L’accordo è preliminare, si parla di “sviluppo di tecnologie”, che evidentemente ancora non ci sono. Ma Apple è avvertita. E anche Pixar, che proprio recentemente è entrata duramente in conflitto con la Disney di Eisner. E non si capisce bene, ancora, se sarà  quest’ultimo a cedere, lasciando il ponte di comando dell’azienda di Topolino oppure Pixar cercherà  un nuovo partner dopo aver girato gli ultimi due film previsti dal contratto con Disney.