HP, i voti dicono sì alla fusione con Compaq

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HP e Compaq, il matrimonio s’ha da fare! Lo ha stabilito la conta dei voti, giunta al termine ufficialmente nelle scorse ore. Ma gli azionisti sono sostanzialmente divisi a metà .

Si è conclusa con la vittoria di Carly Fiorina, la CEO di HP e una delle donne manager degli USA più quotate, la battaglia per l’incorporazione da parte di HP di Compaq.
I risultati ufficiali sono stati comunicati ieri, al termine di un accurato computo dei voti degli azionisti di Hewlett Packard
Per gli oppositori non è stato sufficiente la mobilitazione dei mesi scorsi, la fiera oppozione (guidata anche da membri delle famiglie Hewlett e Packard) e l’opera di persuasione continuata fino alle ultime ore prima del voto di Cupertino. Nonostante chi continua a dire “no” alla fusione non si sia ancora arreso ufficialmente, la dichiarazione dell’IVS che si è occupata della certificazione, pesa ora come un macigno
Il risultato finale è il seguente: 837.900.000 (51,4%) voti a favore della fusione e 792.600.000 (48,6%) voti contro. Il margine è ridottissimo, uno degli scarti più bassi mai registrati quando si è trattato di dire sì o no ad un’operazione di fusione
Ora, quindi, la “nuova HP” (la più grande fusione dell’hi-tech) come la definisce Fiorina, è pronta a ripartire con nuovi obiettivi di business. Tra questi una ristrutturazione che porterà  alla potatura di dipartimenti e divisioni che sono l’uno il doppio dell’altro e la dismissione di aree non strategiche. Non mancheranno neppure i licenziamenti. Si stimano in 15.000 i posti di lavoro che andranno perduti