HTML5, un test per scoprire quanto è compatibile il proprio browser

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Un sito consente di eseguire una serie di prove e verificare la compatibilità del proprio browser con l’HTML 5. In base ai test eseguiti, il browser con il miglior supporto all’HTML5 sembra al momento Google Chrome con un punteggio di 142 su un massimo di 160. L’ultima build del WebKit (il motore alla base – tra le altre cose – di Safari) arriva a 137 punti, mentre l’ultima versione di Safari (la 4.05) arriva a 113 punti. Firefox 3.6 e Opera 3.7 arrivano a 102 punti.

Quanto sono in grado i vari browser di gestire l’HTML 5? Un sito con un set di prove, simile all’ACID test, consente di verificarlo, eseguendo varie routine e permettendo di conoscere alla fine il risultato finale. Benché le specifiche HTML5 non siano ancora state ratificate, molti produttori di browser hanno già integrato la tecnologia all’interno dei propri software. In base ai test eseguiti, il browser con il miglior supporto all’HTML5 sembra al momento Google Chrome con un punteggio di 142 su un massimo di 160. L’ultima build del WebKit (il motore alla base – tra le altre cose – di Safari) arriva a 137 punti, mentre l’ultima versione di Safari (la 4.05) arriva a 113 punti. Firefox 3.6 e Opera 3.7 arrivano a 102 punti.

Il sistema è un utile riferimento e consente agli sviluppatori di farsi un’idea di quante e quali caratteristiche siano supportate dai browser in circolazione. Il sistema di valutazione assegna uno o più punti secondo le caratteristiche supportate. In alcuni casi il test verifica funzionalità che vanno al di là delle specifiche; ad esempio, nel caso di funzionalità audio e video sono verificati anche il supporto a particolari codec (il supporto di uno o più codec consente di raggiungere punteggi più alti). Altri test riguardano bozze di specifiche dell’W3C quali la geolocalizzazione, il Web SQL Database, i Web Workers, ecc. Gli sviluppatori del sito fanno sapere che in futuro saranno aggiunte nuove batterie di test per verificare funzionalità ancora mancanti.

[A cura di Mauro Notarianni]