Hacker, ma quanto mi costi? La sicurezza in UK

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Secondo una ricerca svolta nel Regno Unito, tre quarti delle aziende britanniche sono state attaccate durante l’ultimo anno. Alcune volte in modo inoffensivo, altre da cracker con cattive intenzioni. I costi sarebbero calcolabili nell’ordine dei miliardi di euro.

La società  di consulenza Pricewaterhouse Coopers e il dipartimento del commercio e dell’industria britannico, riporta la BBC, hanno svolto una analisi sull’effettiva presenza di violazioni e danni derivanti da malintenzionati, virus, worms e altre cause per quanto riguarda le grandi aziende britanniche presenti in rete.

Il rapporto, che si chiama Security Breachs Survey ha scoperto che durante il 2003 il 74% delle aziende e il 94% di quelle più grandi hanno subito “incidenti” nel settore IT, con un aumento del 44% rispetto all’anno prima e del 22% nel 2000.

In dettaglio, l’azienda britannica media ha subito un “attacco”, un “problema” o almeno un “incidente” di sicurezza al mese. Può essersi trattato di un virus, di una violazione, di un worm che ha compromesso il funzionamento di una serie di macchine in rete.

Il problema è sentito fortemente in azienda perché i costi di risoluzione dei problemi o di prevenzione degli stessi coinvolgono non solo l’acquisto di soluzioni software ad hoc, come gli antivirus, e il rischio connesso con la perdita dei dati e il rallentamento delle attività , ma anche con il costo del personale deputato a risolvere i problemi.

Secondo Microsoft Europa e Computer Associates, che hanno partecipato alla realizzazione del rapporto, nessun software è sicuro e l’impegno per risolvere i problemi di sicurezza deve necessariamente venire da uno sforzo collettivo delle aziende del settore IT.