Hi-Tech, negli USA continua la riduzione dei posti di lavoro

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Negli USA sono stati due anni da incubo per i dipendenti dell’€™hi-tech: -10% dei posti di lavoro in 24 mesi. E l’€™industria tecnologica non è più il principale campo d’€™impiego degli USA

Dieci per cento in meno. A tanto sommano i tagli nel settore tecnologico rilevati negli USA durante gli ultimi due anni. A dimostrare l’€™emorragia di posti di lavoro una indagine stilata dalla American Electronics Association (AEA), una associazione che raccoglie 3000 società  nel campo tecnologico.

Secondo la AEA i licenziamenti dal gennaio del 2001 al gennaio del 2003 hanno toccato le 560.000 unità , riducendo il personale impiegato nel campo della tecnologia da 5,7 milioni a 5,1 milioni. Nel corso del 2002 ogni singolo mese ha presentato un saldo negativo tra assunzioni e licenziamenti.

L’€™aspetto più significativo di questa riduzione di personale è che l’€™hi-tech, un tempo la principale industria americana per numero di dipendenti, ha perso questo primato che è ora detenuto dalle assai più tradizionali industrie alimentari e della produzione di sistemi di trasporto.

L’€™unico settore ad avere postato risultati positivi nel corso degli ultimi due anni è quello dei servizi software, in crescita di 5300 unità .

Ricordiamo che anche recentemente sono stati annunciati licenziamenti nel settore tecnologico. Intel prevede l’€™estromissione dai posti di lavoro di 700 dipendenti, il colosso Gateway il taglio del 17% della forza lavoro e la chiusura di diversi dei suoi negozi.

Anche Apple nei mesi scorsi ha annunciato riduzioni di personale anche se il numero dei dipendenti di Cupertino, già  pesantemente afflitti da licenziamenti tra il 1997 e il 1998, non è calato in maniera sensibile per l’€™apertura dei negozi retail negli USA.