HomeRF non s’arrende

di |
logomacitynet696wide

La battaglia tra Wi-FI, lo standard di Airport, e HomeRF, il suo principale concorrente non è terminata. Motorola, al contrario di Intel, continuerà  a supportare HomeRF dandogli nuove speranze. Ma secondo gli analisti ciò potrebbe solo allungare di poco il confronto.

C’è’ ancora chi crede in HomeRF e tra questi c’è anche Motorola e questo basta a suscitare ancora qualche speranza per i suoi supporters.
Lo standard di trasmissione senza fili, principale concorrente di Wi-Fi (utilizzato da Airport) sembrava avere perso ogni speranza qualche mese fa quando Intel, un tempo suo massimo sostenitore, aveva annunciato ufficialmente l’abbandono abbracciando proprio Wi-Fi. La notizia aveva trascinato in una vertiginosa spirale al ribasso i titoli di Proxim che produce i kit e le schede su cui si basa HomeRf lasciando credere che la sua fine fosse vicina. Invece ecco un’ancora di salvezza rappresentata proprio da Motorola.
La società  di Schaumburg ha detto che non intende abbandonare HomeRF per i suoi modem senza filo e che continuerà  ad lavorare su prodotti compatibili con quella tecnologia. E’ bastato questo annuncio, corroborato dal silenzio di altre società  come Compaq e Siemens che pare, quindi, continueranno a supportare anch’esse HomeRF, per suscitare qualche speranza. Ora si parla anche di futuro e del rilascio di una nuova versione dello standard che aumenterà  la velocità  di trasmissione dei dati, in questo momento sensibilmente inferiore a quella di Wi-Fi.
Basterà  a difendere le posizioni e a conquistare terreno? L’impressione è negativa.
Wi-Fi conta sull’appoggio incondizionato di veri e propri colossi delle reti come Lucent Technologies, Cisco Systems, 3Com. I produttori di computer che usano WI-FI in molti casi (come Apple) hanno diffuso centinaia di migliaia di dispositivi compatibili, dati che paiono rendere la sua posizione inscalfibile. A questo si aggiunge che per il giorno in cui HomeRF sarà  riuscito ad arrivare a 10 Mbps al secondo in fatto di velocità  di trasmissione dei dati, WI-FI potrebbe essere a 22 Mbps il che taglierebbe ogni competizione. La battaglia, quindi, come dice Karuna Uppal un analista Yankee Group, potrebbe terminare prima che i consumatori possano trovarsi confusi nell’acquisto di prodotti senza fili per le reti casalinghee, prima che l’esigenza di avere sistemi di connessioni wireless a domicilio possa diventare una esigenza comune.