Hp presenta la sua strategia per i servizi basati su Rfid

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Sono lo strumento più innovativo degli ultimi anni. Le potenzialità  dei minuscoli radiotrasmettitori dalla lunga autonomia che permettono di tracciare la posizione di qualunque oggetto stanno richiamando l’interesse di molte aziende. Ma anche il timore che possano provocare nuovi rischi per la privacy dell’era digitale

Una minuscola trasmittente. Grande poco più di una briciola. In grado di funzionare per anni. Una rivoluzione che sta diventando sempre più presente per le grandi aziende che producono sistemi tecnologici per le imprese. Come, tra gli altri, per la nuova Hewlett-Packard.

L’azienda di Carly Fiorina, infatti, ha presentato ieri il suo kit per far integrare le proprie applicazioni e server con gli Rfid. Lo scopo è quello di aiutare le aziende ad inserire le tag radio all’interno dei propri sistemi ad esempio di contabilità  collegata alla gestione del magazzino.

Se è vero (come è vero) che il computer ha rivoluzionato tantissimi settori legati alla grande distribuzione, ad esempio, gli Rfid promettono di rappresentare una rivoluzione ancor più radicale.

Con l’utilizzo del calcolatore, infatti, è diventato possibile gestire in modo economicamente redditizio i sistemi di magazzino e distribuzione dei grandi supermercati e dei centri commerciali. Inoltre, le tessere fedeltà , i sistemi di fidelizzazione, i frequent flyer, esistono solo perché è stato possibile creare sistemi informatici in grado di gestire decine di migliaia se non milioni di transazioni contemporaneamente.

La stessa cosa, a maggior ragione, è valida ad esempio anche per i mercati finanziari, che – da quando hanno abbandonato il sistema alle grida per utilizzare le transazioni computerizzate – hanno potuto creare strumenti finanziari più sofisticati (come i future) e aumentare in modo sostanziale la propria liquidità . Creando anche un paradosso per cui non solo la bolla inflazionistica è nata grazie alla new economy durante la seconda metà  degli anni Novanta, ma è stata anche tecnicamente possibile grazie alla elevata liquidità  dei mercati informatizzati.

Adesso, la nuova frontiera si chiama Rfid. le tag radio, infatti, promettono di rivoluzionare i sistemi di distribuzione consentendo di tracciare l’intero contenuto di un magazzino o di un sistema di distribuzione in cui ciascun oggetto sia dotato della sua trasmittente che emette un codice radio unico. Una rivoluzione che si annuncia altrettanto radicale come il passaggio dai motori a vapore a quelli a benzina.

Ma c’è anche un rovescio della medaglia che viene sottolineato non solo dagli esponenti delle organizzazioni per la tutela delle libertà  individuali. Sistemi di tracciamento rischiano di annullare la privacy delle persone, consentendo il tracciamento dei beni e delle persone con una definizione e precisione prima impossibile.

Per esempio, inserire in una conferenza internazionale delle tag radio nei badge dei partecipanti – delegati e giornalisti – vuol dire poter controllare con esattezza tutti gli spostamenti ed eventualmente gli incontri avvenuti tra le persone presenti. Non è un caso di scuola, dato che è successo a Ginevra poche settimane fa durante la riunione organizzata dall’Onu per decidere il futuro di Internet. Un inizio che solleva dubbi sostanziali, secondo molti, sul futuro.