IBM ‘€œaccende’€ il primo server con Power5

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IBM annuncia di avere messo in funzione il primo server con Power5. Il nuovo processore, erede del Power4 alla base del PPC 970 di Apple, è quattro volte più veloce del suo predecessore.

Il primo chip Power5 di IBM, un nuovo chip ad alta potenza e destinato al campo dei mainframe e dei server di fascia alta, non dovrebbe essere pronto fino al prossimo anno ma Big Blue annuncia di aver già  messo al lavoro la prima macchina basata su di esso, presso uno dei suoi laboratori di Poughkeepsie, nello stato di New York.

Il Power5, secondo IBM, sarebbe quattro volte più potente del Power4 che, lo ricordiamo, sta alla base del G5 adottato da Apple nel PowerMac annunciato settimana scorsa al WWDC.

Certo non si tratta ancora di dati indipendenti come quelli di Verisign che tanto rumore hanno fatto ma la serissima IBM non è solita parlare senza fondamento e ci sentiamo di dire che tali dichiarazioni sono piuttosto credibili, seppur impressionanti.

Sull’eServer di IBM con Power5 gira il sistema operativo AIX o Linux.

Come il Power4, il Power5 ha una struttura a nucleo multiplo; inglobati in un’unica unità  si trovano, di fatto, quattro processori; il Power5 offre supporto alla tecnologia di Intel SMT – Simultaneous Multi-Threading (disabilitabile); ogni processore Power5 integra un controller della memoria che gestisce fino alla cache L3; la tecnologia di costruzione resta a 0,13 micron.

La velocità  in clock del Power5 sarà  inizialmente da 1,4 a 2 GHz.

IBM offrirà  il Power5 nei server delle linee eServer, pSeries e iSeries oltre che nel TotalStorage.

Il Dipartimento dell’Energia degli USA ha già  ordinato un sistema ad IBM composto da 12.000 processori Power5 per l’ASCI Purple, il primo supercomputer capace di 100 teraflops, il che significa doppiare i valori del più potente supercomputer attualmente in servizio.

Nelle scorse settimane è stata avanzata la tesi secondo cui il Power5 di IBM potrebbe servire da base per futuri chip PPC in uso nei computer di Apple, ma al momento è troppo presto per capire se si tratta di una indiscrezione fondata su qualche dato concreto o se è solo un auspicio.