IBM fonde il gruppo processori e quello server

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Il gruppo di IBM che si occupa di server e quello che produce processori si fonderanno. Obbiettivo: unificare le strategie e costituire un’€™alternativa al mondo dei chip x86. Apple spettatrice interessata.

Migliorare la visibilità  sul mercato, creare prodotti più potenti, attuare una migliore sinergia tra i gruppi. Così IBM giustifica la decisione, annunciata di ieri, di fondere la realtà  che all’€™interno dell’€™azienda si occupa di creare i server con quella che produce processori.

Il nuovo gruppo, che sarà  denominato Technology Group e sarà  guidato dai due attuali responsabili dei gruppi separati Bill Zeitler e John Kelly, ha uno scopo ambizioso: costituire grazie alle tecnologie server e alla qualità  della ricerca tecnologica nell’€™ambito dei chip, una reale alternativa al mondo dei processori Intel che di fatto sono rappresentanti dalla linea Power e dai PPC della serie 970 usati anche da Apple.

Il passo è solo l’€™ultimo di una serie che sta conducendo IBM nell’€™ambito della riorganizzazione delle sue attività . Il Technology Group, che si occupa di processori, ha ceduto lo scorso anno il reparto HD a Hitachi. Il System Group, che produce i server, era separato in quattro sottogruppi che sono stati unificati e ha riassorbito la unità  storage. La prossima fusione del Technology e del System Group è finalizzata a migliorare, in particolare, la gestione dell’€™unità  che lavora ai processori che nel corso dell’€™ultimo quarto del 2003 ha perso 34 milioni di dollari. IBM, in ogni caso, fa sapere che non licenzierà  nessun dipendente per effetto della riorganizzazione.

Tra gli osservatori ora in molti attendono di verificare quali saranno le conseguenze nelle pratiche di business di IBM. Una delle domande ricorrenti è se Big Blue, ad esempio, con due gruppi unificati assegnerà  una priorità  più alta nello sviluppo e nella produzione dei suoi processori rispetto a quelli che nell’€™evoluto impianto di East Fishkill (da cui esce anche il PPC 970) IBM costruisce anche per clienti esterni. Nvidia, ad esempio, ha un accordo per produrre proprio a East Fishkill i processori GeForce di nuova generazione mentre AMD ha una sorta di ‘€œincubatore tecnologico’€ che impiega le strutture di IBM. L’€™opinione prevalente è che IBM ha necessità  di sfruttare a fondo gli impianti e che il business dei server non è sufficiente a giustificare da solo l’€™esistenza di una Fab come quella di East Fishkill. Quindi Big Blue continuerà  a lavorare per i clienti attuali e ne accetterà  altri.

Quello che pare di capire è che tra coloro che potrebbero trarre benefici dalla riorganizzazione c’€™è Apple. IBM, infatti, sembra intenzionata ad assegnare un ruolo importante ai processori PPC nell’€™ambito delle strategie server, presumibilmente più aggressive, che si delineeranno nei prossimi mesi. In particolare Apple potrebbe beneficiare degli sforzi tecnologici che verranno fatti per soddisfare le richieste del mercato server e della grande capacità  da parte di IBM di innovare che a questo punto opererà  in maniera totalmente sinergica tra due realtà  che già  separatamente avevano picchi d’€™eccellenza.