IBM prepara il successore del PPC 970

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IBM ha grandi progetti per il PPC 970. Entro l’anno due serie di server blade fondati su di esso, ma all’orizzonte anche un successore ancora più potente. A Cupertino si festeggia.

Il nuovo PPC 970 usato nei G5 di Apple sta per trovare uno spazio anche nella linea dei server Linux di IBM. Secondo eWeek, un periodico on line solitamente molto ben informato, Big Blue avrebbe ormai finalizzato le specifiche di due nuove linee di prodotto, un modello “blade” di fascia entry level e uno con costi ancora più bassi e rivolti al mercato del piccolo business.

eWeek sottolinea che l’obbiettivo primario di mercato sono le concorrenti Sun e HP che già  hanno prodotti di questo tipo che IBM conta di battere in fatto di prestazioni proprio grazie all’apporto dei processori a 64 bit. La società  di Armonk conta anche sul costo, assai più basso di quello di macchine: fondate su processori Itanium e Itanium 2, ma anche su consumi ridotti e un più basso riscaldamento, fattori che possono essere decisivi se si pensa che queste macchine sovente vengono allestite in “farm” di diverse decine se non centinaia di unità .

IBM pensa in grande in questo campo visto che, secondo alcuni documenti interni alla società , il mercato dei server Linux PPC è destinato a divenire entro il 2006 20 volte più grande dell’attuale, toccando il mezzo milione di unità  l’anno.

Un aspetto interessate dei piani di IBM e delle anticipazioni di eWeek è che Big Blue ha già  messo in fase di progettazione il successore del PPC 970, conosciuto in codice come GPUL (Giga Processor Ultralite). Si tratterebbe di GPUL2 di cui non vengono fornite informazioni precise. Potrebbe trattarsi della semplice evoluzione a 0,09 micron del PPC 970 o addirittura del processore PPC costruito sull’architettura del Power5.

Al di là  delle speculazioni appare, in ogni caso, piuttosto evidente che il PPC 970 e tutti i suoi successori rappresentano un fattore strategico di rilievo per IBM e le sue strategie in campo server di fascia entry level. Una buona notizia per Apple che potrà  contare sulla necessità  per IBM di incrementare costantemente le prestazioni dei chip per concorrere con il mondo Intel.