ITunes Music Store, oggi il debutto europeo

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ITunes Music Store questa mattina debutta in Europa. Ancora molte le domande senza risposta e i dubbi irrisolti sull’€™espansione nel vecchio continente del fenomeno che ha cambiato la faccia della musica.

Oggi è il giorno del debutto dell’€™iTunes Music Store europeo e in molti stanno attendendo con impazienza le dodici (ora italiana) per avere qualche informazione in più sull’€™evento che potrebbe cambiare, così come è stato negli USA, il profilo della fruizione della musica.

Nonostante la maggior parte dei dettagli, in base all’€™esperienza americana, siano ormai noti, su diversi altri si stanno ancora attendendo conferme che arriveranno unicamente durante la conferenza stampa che si tiene questa mattina: prezzi, modalità  d’€™acquisto, contenuti e titoli a disposizione, sono tutti fattori ancora misteriosi e solo alla fine della mattinata saranno svelati ufficialmente.

Per quello che riguarda il nostro mercato la maggior parte dell’€™attenzione è rivolta alla disponibilità  del servizio. Sarà  aperto a tutti i paesi o, come sembra probabile, solo ad alcuni?

Fonti di Macity nei mesi scorsi hanno più volte sottolineato come inizialmente iTunes Music Store sarà  inizialmente utilizzabile solo da parte dei clienti britannici, francesi e tedeschi. Solo in una seconda fase anche gli Italiani, con gli utenti di altre nazioni, potranno accedere al negozio. La scelta sarebbe stata attuata non solo per accelerare al massimo i tempi, ma anche per questioni inerenti il rapporto tra costi di gestione e profitto. La localizzazione dell’€™interfaccia e soprattutto dei contenuti per un paese come l’€™Italia (ma il discorso vale anche per la Spagna), che ha una forte identità  nazionale in fatto di musica, al momento potrebbe non essere remunerativa.

Ultimamente si è anche fatta strada un’€™ipotesi che lascia aperto uno spiraglio a chi vorrebbe il neozio fin da subito. Apple non localizzerebbe l’€™interfaccia, attuerebbe una scelta dei contenuti che inizialmente esclude i musicisti a più forte identità  nazionale, ma apre l’€™acquisto a tutta Europa. L’€™ipotesi risulterebbe certamente più accettabile in quanto consentirebbe a tutti di acquistare la maggior parte delle canzoni di successo che dominano le classifiche, pur deludendo i fans di gruppi e solisti tipicamente italiani.

Un altro importante punto interrogativo che dovrà  essere sciolto nel corso della giornata di oggi è quello dei costi. Negli USA i brani costano 99 centesimi di dollaro e la maggior parte degli album 9,99 dollari. Questa soglia di prezzi è ormai certo che in Europa non verrà  mantenuta. Le voci più pessimistiche parlano di 1,39 euro a brano, altre più ottimistiche di 1,05 euro a canzone. Apple in questo caso non può decidere da sola ma deve sottostare sia alle case discografiche che hanno sempre ricaricato i costi della musica in maniera superiore a quanto non accada negli USA, sia al complesso e non particolarmente economico sistema di tassazione in vigore nei paesi del vecchio continente. Secondo Macbidouille Cupertino per limitare, almeno parzialmente, l’€™incidenza del fisco avrebbe deciso di basare lo store in Lussemburgo dove le tasse incidono solo per il 3%.

Altre incognite riguardano i contenuti veri e propri dello store che potrebbe vendere, oltre che musica, anche suonerie per cellulari, come ipotizzato da alcune agenzie di stampa. Si tratterebbe di un modo per ricavare un sicuro profitto visto l’€™imponente mercato europeo dei cellulari e la popolarità  di questa forma di personalizzazione.

Macitynet, tra le testate europee invitate all’€™evento londinese e presente con un suo inviato, cercherà  di rispondere a queste domande con una serie di servizi speciali e articoli sull’€™argomento.