I Simpson mettono Apple e Jobs nel mirino

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La nuova puntata dei Simpson andata in onda negli Usa si incentra in gran parte su una satira del mondo Apple e del suo capo Steve Jobs. Ironia graffiante sugli stereotipi della Mela.

I Simpson contro Apple. Non si intitola così la puntata andata in onda in questo fine settimana della popolare serie di cartoni che descrivono usi, costumi e malcostumi di una famiglia media americana, ma certo “MyPod and Boomsticks” (questo il titolo ufficiale dell’episodio) mette al centro proprio la satira contro l’azienda di Cupertio.

Protagonista di uno dei filoni narrativi è infatti la giovane Lisa che desidera ardentemente un MyPod, un lettore di musica digitale che non solo nel nome richiama da vicino il player di Apple. In visita al centro commerciale di Springfield (dove si smantellano gli allestimenti natalizi, si triturano le renne e si riportano in galera i Babbi Natale) l’attenzione della figlia di Homer è attirata da un grande cubo in cristallo di Mapple, l’azienda che produce iPod… pardon: MyPod. Non avendo soldi per acquistare il prezioso gadget l’idea di Lisa, che si aggira ammirata tra MyPhone e computer con una mela con doppia morsicatura come simbolo, è quella di acquistare delle cuffiette che lascino pensare che è in possesso di un MyPod ma il prezzo delle MyPhonies (gioco di parole con phony, che significa “tarocco”) è ugualmente troppo alto (40 dollari). Per fortuna nel negozio entra Hershel “Krusty the Clown” Krustofski che ha vinto un MyPod ma non sa che farsene e decide di regalare il lettore a Lisa.

A quel punto su uno schermo, in diretta dal quartier generale di Mapple che si trova in una ignota località  sottomarina, appare Steve Mobs. Inutile dire che “Il genio, l’uomo dio, quello che sa tutto quel che la gente vuole, l’insanamente grande leader”, parla e veste come Steve Jobs e sta per annunciare un prodotto che tutti nel loro inconscio desiderano. Ma mentre la gente che assiste ammirata sta già  per mettere mano al portafogli, cavando i dollari che servono a comprare quello che lui prima di loro sapeva che desideravano, Bart si inserisce nella linea audio e doppiando Mobs fa dire al capo di Mapple quel che in realtà  pensa ovvero che “tutti sono degli sfigati” e che i telefoni che la gente compra a 500$ a lui costano 8 dollari e su ciascuno di essi ci fa pipì.

Mentre la gente stupisce di quel che accade e si scandalizza risvegliata dal torpore delle menti, Jeff “L’Uomo dei fumetti” Albertson (scorto poco prima al banco dei Brainmaniac Bar, una chiara parodia del Genius Bar) entra con un martello e in una riedizione dello spot “1984” lancia lo strumento contro lo schermo spezzandolo; questo accade mentre Bart viene scoperto dai dipendenti del Mapple Store che lo inseguono roteando le auricolari. Il tentativo di usare un Cubo per teletrasportarsi altrove, fallisce perché il computer si trasforma in una radio.

Intanto Lisa va a casa e mentre ascolta con avidità  le canzoni e vede i film scaricati (da MyTunes) arriva alla porta un corriere che consegna un pacco con la doppia mela morsicata. Dentro al pacco “stupendamente confezionato” non c’è un computer, ma il conto (spesso come un volume di enciclopedia) delle canzoni comprate: 12mila dollari. Lisa intraprende così un viaggio (il cui costo sarà  aggiunto al conto) verso il quartier generale per incontrare Steve Mobs e supplicarlo di cancellare il conto; all’arrivo, su una navetta forgiata come una chiavetta USB, incontra Mobs che sta manovrando schermate in una scena ispirata a Minority Report. Il capo di Mapple è “insanamente felice” di incontrarla; ascoltato il problema Mobs decide di assumere Lisa. Nella scena successiva si vede la povera Lisa Simpson vestita come un iPod che distribuisce volantini all’angolo della strada invitando la gente a “pensare differentemente”.

In tutta la puntata, che si può vedere in sintesi cliccando qui sotto, su YouTube o nella sua interezza su questo sito, appaiono ironie e riferimenti di ogni tipo al mondo Apple: loghi, scritte, il cubo di cristallo della quinta strada, iPhone, iPod, dolcevita neri, keynote con pubblico adorante. Ovviamente lo scopo, come si sarà  capito dalla descrizione di cui sopra, ironizzare sul mondo Apple, sui suoi stereotipi e su Steve Jobs, il tutto in stile Simpson. L’impressione è che il cartoon faccia centro…