I chip di Transmeta non convincono Toshiba

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Toshiba non è così entusiasta dei nuovi chip di Transmeta e butta acqua fredda nel calderone di aziende che si erano impegnate a supportare i nuovi processori…

A detta del colosso giapponese, i nuovi chip di Transmeta non offrirebbero tutte le caratteristiche e i vantaggi che essi, in teoria, dovrebbero avere.
I nuovi processori consentirebbero, in effetti, di aumentare la durata della carica della batteria (fino ad 8 ore di autonomia: il doppio ed anche il quadruplo rispetto a quanto è possibile fare su tanti portatili che montano CPU di Intel) e permetterebbero, inoltre, di evitare l’uso di rumorose ventole di raffreddamento ma il product marketing di Toshiba UK ha dichiarato che Toshiba, al momento, non ha intenzione di utilizzare il Crusoe in nessun tipo di prodotto.
“Crusoe offre effettivamente la possibilità  di incrementare la durata della ricarica delle batterie ma niente di più rispetto a quanto Transmeta pubblicizza”, ha dichiarato il manager anglosassone. “Siamo ad ogni modo riusciti ad ottenere gli stessi risultati usando chip standard di Intel”. “E’ una tecnologia interessante, ma al momento non siamo convinti che essa possa offrire ciò di cui l’utente ha bisogno”.
Transmeta, ovviamente, smentisce le affermazioni di Toshiba, affermando che il prototipo di PC da loro utilizzato è troppo pesante rispetto ai dispositivi ultra-leggeri per i quali il processore è pensato.
Ed McKernan, direttore marketing di Transmeta ha dichiarato: “Le otto ore di durata della carica attualmente richiedono una batteria che pesa 2.2 libre collegata alla base dei loro notebook Portege 3440 e 3480. Questo significa che il peso finale del prodotto è di 5.61 libre, il che eccede il peso della categoria di notebook ultraleggeri,sistemi tra le 2 e le 4 libre, per il quale la CPU è pensata”. E ancora: “il processore Crusoe di Transmeta è progettato per essere sfruttato in prodotti che arriveranno nel corso del prossimo quarto trimestre e nel primo trimestre del prossimo anno: la durata della carica della batteria di questi prodotti è di un giorno intero. In aggiunta, esso evita ai progettisti le preoccupazioni dovute al riscaldamento eccessivo di qualsiasi processore (anche il processore da 1 watt di Intel)”.
Toshiba ha firmato un accordo di licenza con Transmeta nel febbraio del 1998 ma un primo accordo di licenza era stato già  siglato con IBM nel dicembre del 1997 (l’accordo forniva a Transmeta l’accesso a tecnologie IBM e Toshiba, in cambio della possibilità  di poter usare la tecnologia Transmeta in prodotti x86).
Transmeta ha in seguito rinegozionato i diritti venduti a IBM e Toshiba per la produzione e il marketing di prodotti compatibili x86 accordandosi con IBM per il pagamento di 33 milioni di dollari nel giro dei prossimi 4 anni e rilasciando 600.000 azioni del proprio stock a Toshiba.
[A cura di Mauro Notarianni]