I dettagli del documento 10-Q di Apple

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Il documento trimestrale obbligatorio per le aziende quotate in borsa rivela alcuni particolari finora ignoti che riguardano il periodo terminato in marzo.

Apple ha pubblicato il documento obbligatorio che deve presentare all’ente di controllo della borsa statunitense, il trimestrale ( form 10-Q (328 KB)).

Ecco alcuni dati di rilievo.

Al 22 aprile scorso le azioni Apple in circolazione erano 823.933.916 (lo split che le ha raddoppiate in numero in data 28 febbraio).

L’incremento del 260% nelle vendite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno viene attribuito alla favolosa crescita dell’iTunes Music Store, raggiungendo i 216 milioni di dollari; segue la voce iPod con un aumento di vendite del 284% rispetto allo stesso periodo del 2004, ovvero 750 milioni di dollari, per un totale di 5.3 milioni di iPod nel secondo trimestre fiscale del 2005.
Sono stati venduti oltre 15 milioni di iPod dall’introduzione del primo modello nel 2002.

Terza voce in fatto di crescite è quella degli AppleStore (oltre cento nel mondo se si contano tutti quelli in USA più i pochi internazionali di Gran Bretagna e Giappone): 115% in più nel trimestre rispetto ad un anno prima il che equivale a 571 milioni di dollari.

Sono stati venduti diversi modelli di Mac, cresciuti in numero del 43% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mentre il valore in dollari del venduto è cresciuto del 29%.
Declinavano in questo periodo le vendite PowerMac, rinnovati assieme ad altre linee solo pochi giorni fa.

Per sviluppare il nuovo sistema operativo Tiger a Cupertino hanno speso 14,7 milioni di dollari nel trimestre preso in esame. Il resto degli investimenti nella ricerca e sviluppo è invece sceso del 3% a 119 milioni di dollari nel secondo trimestre. Per FileMaker Pro 7 sono stati spesi nel trimestre 2,3 milioni di dollari.

Durante l’assemblea degli azionsiti del 21 aprile sono state approvate le seguenti proposte: i bonus del Performance Bonus Plan con un massimale di 5 milioni di dollari, approvati gli emendamenti all’Employee Stock Option Plan del 2003 oltre l’istituzione di un fondo di 49 milioni di azioni.

Attualmente Apple paga 436 milioni di dollari per gli affitti degli AppleStore, la cifra crescerà  a 489 milioni di dollari per futuri negozi.

A Steve Jobs sono stati destinati un totale di 62.000 dollari in rimborsi spese per il trimestre (erano stati 40.000 nello stesso periodo di un anno prima) e 481.000 dollari in altre spese per i primi sei mesi del 2005 (erano stati 322.000 nello stesso periodo di un anno prima).

Lunga la lista delle cause avviate con e da Apple:
– Advanced Audio Devices contro Apple Computer (brevetto “Music Jukebox”);
– Apple Corps contro Apple Computer e vice-versa (uso nel nome Apple in campo musicale, tutto rinviato al 27 marzo 2006);
– Blumenau contro Apple Computer (brevetto “Iconic Audiovisual Data Editing Environment” per l’applicativo Shake);
– Branning e altri contro Apple Computer (anticompetizione con vendita di computer usati per nuovi e non rispetto delle garanzie, non rispetto dei contratti e appropriazione di segreti indutriali);
– Burrow contro Apple Computer (promozione falsa delle funzioni di copia in DVD Studio Pro);
– Cagney contro Apple Computer (impropria gestione delle tasse locali sui ribassi (Apple ha ottenuto una negoziazione con l’ufficio di Equalization della California);
– Clark contro Apple Computer (adattatori di corrente modello “yo-yo”, la sentenza finale è attesa per il 27 settembre 2005 ma Apple ha raggiunto un accordo non dispendioso);
– Compression Labs contro Apple Computer e altri 27 e vice-versa (brevetto JPEG).
– Craft, Chin, Hughes, Keegan, Kieta, Mosley, Yamin, Wagya e Westley, tutti contro Apple Computer (durata della batteria di iPod);
– Davis contro Apple (non rispetto dell’AppleCare);
– East Texas Technology Partners contro Apple Computer (brevetto “Virtual Connection of a Remote Unit to a Server”);
– Gobeli Research contro Apple Computer (brevetto “System and Method of Controlling Interrupt Processing” in Mac OS 9 e Mac OS X, tutto rimandato al 6 febbraio 2006);
– Goldberg e altri contro Apple Computer (non specificazione della differenza tra byte e bit nelle comunicazioni, rimandato al 6 maggio 2005 per le richieste dell’accusa);
– Hawaii Structural Iron Workers e Fondo Pensioni Trust contro Apple Computer e Steve Jobs, Young contro Apple Computer e Hsu contro Apple Computer Inc (le tre accuse sono state rigettate);
– Honeywell International e altri contro Apple Computer (brevetto “Directional Diffuser for a Liquid Crystal Display”);
– MacTech Systems contro Apple Computer, Macadam contro Apple Computer, Computer International contro Apple Computer, Elite Computers and Software contro Apple Computer, The Neighborhood Computer Store contro Apple Computer, MacAccessory Center contro Apple Computer e Apple Computer (interferenza nelle relazioni economiche);
– Slattery contro Apple Computer (monopolio del mercato della musica digitale con la combinazione iPod/iTunes Music Store);
– Stamm contro Apple Computer e Allen contro Apple Computer (difetti sui monitor Studio Display 17″ mediazioni sono attese per agosto 2005);
– Teleshuttle Technologies e BTG International contro Apple Computer e Microsoft (brevetto “Method and System for Distributing Updates by Presenting Directory of Software Available for User Installation That is Not Already Installed on User Station” e “Method and System for Selecting a Personalized Set of Information Channels” tutto rimandato a settembre 2005);
– Tiger Direct contro Apple Computer (uso della parola “Tiger” registrata dall’accusa);
– Union Federale des Consummateurs – Que Choisir contro Apple Computer France S.A.R.L. ed iTunes S.A.R.L. (per non aver indicato l’incompatibilità  dell’iPod con altri negozi di musica digitale e vice-versa, primo round il 24 maggio).
– La Commissione Europea sta investigando sui prezzi di iTunes Music Store in Gran Bretagna, più alti rispetto all’Eurozona.